Il contesto attuale è caratterizzato da una forte e crescente complessità che interessa sempre di più il settore bancario e finanziario. La domanda da porsi oggi è solo una: come cogliere appieno le sfide della rivoluzione digitale? Gli scenari sono innumerevoli, ma un punto imprescindibile da dove partire c’è, stiamo parlando della riorganizzazione dei processi.

La trasformazione digitale e la pervasività della tecnologia hanno infatti profondamente modificato le relazioni Banca-Cliente e le modalità di fruizione dei servizi: Internet, il mobile banking, i self service evoluti, i call center e i social media hanno gradualmente sostituito i canali tradizionali mutando i comportamenti di consumo e di condivisione delle informazioni di cittadini e utenti per i quali i tradizionali modelli di servizio spesso non appaiono più adeguati.

Le banche tradizionali stanno così assistendo all’incessante fiorire di nuove start up e piattaforme tecnologiche che offrono gli stessi servizi di qualità a costi decisamente inferiori. L’Osservatorio Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano ha individuato 750 start up, nate dal 2011 a oggi a livello internazionale, che hanno raccolto oltre 26,5 miliardi di dollari di finanziamenti e che si rivolgono direttamente agli utenti finali o ad aziende non finanziarie.

Perché le banche tradizionali restino competitive, contrastando i fenomeni di disintermediazione e diminuzione della fidelizzazione, è necessario puntare su un processo di cambiamento complessivo che parta dall’automazione dei processi e riguardi l’intera filiera, dal back-end al front-end.

Rispetto al generale rallentamento economico e ad una percezione del sistema finanziario che risente degli accadimenti degli ultimi anni, la digitalizzazione rappresenta infatti l’unica leva di razionalizzazione e innovazione in grado di ripensare processi e servizi e alimentare l’engagement e le relazioni con i clienti.

Il nuovo concetto di banca ruota proprio intorno alla figura del suo centro dinamico, l’utente, e costruisce la propria offerta di prodotti e servizi basandosi sull’integrazione dei dati che, se ben sfruttati, possono contribuire a migliorare l’esperienza finale.

Il nuovo utente è un consumatore che utilizza strumenti in mobilità e richiede servizi ovunque si trovi e con qualsiasi dispositivo; ogni istituto bancario deve saper aumentare la propria rilevanza nella vita quotidiana della persona per rafforzare la capacità di attrarre, fidelizzare e aumentare la capacità di retention.

E’ quindi opportuno che gli istituti finanziari adottino un approccio sempre più digitale per mezzo di soluzioni tecnologiche e piattaforme che permettano di gestire, archiviare e proteggere il patrimonio informativo aziendale, rendendo le informazioni sempre accessibili e condivisibili.

Interfacce programmabili (le cosiddette API) sono in grado di rendere più snelli e veloci i processi, ridurre il time-to-market e poter interagire e scambiarsi dati in modo flessibile ed economico.

Una corretta gestione dei dati facilita l’ottimizzazione dei processi e crea vantaggi economici e di gestione di lunga durata. Per mezzo dell’interazione in tempo reale tra utenti, applicazioni e processi è possibile generare una visione unica e coerente delle informazioni relative alla propria clientela ed elaborare in modo immediato ed efficace l’enorme quantità di informazioni generata negli archivi del mondo bancario per creare valore, sviluppare nuovi servizi ed estrapolare previsioni per il futuro. Sono proprio i dati infatti la fonte principale di valore per gli istituti finanziari ed è quindi fondamentale prevedere una strategia per poterli sfruttare e analizzare in tempo reale.

I nuovi modelli di finance prevedono ad esempio piattaforme in grado di fornire consulenza di investimento automatica, senza alcun intervento umano, in modo coerente con le caratteristiche e gli obiettivi dell’investitore (Robo Advisor) oppure l’utilizzo della valuta digitale (bitcoin e blockchain) con importanti benefici su costi, sicurezza, ottimizzazione, resilienza e antiscalabilità.

Fra gli innumerevoli vantaggi offerti dalla tecnologia in ambito finanziario i più significativi risiedono nella soddisfazione dell’utente, nel risparmio dei costi e nella diminuzione del rischio.

Cloud, Big Data, API, robo advisor, bitcoin e blockchain – ma anche crowdfunding, P2P lending, alternative finance – sono di fatto le parole chiave che rappresentano le reali opportunità offerte dalla tecnologia in un sistema tanto articolato come quello bancario, guidato da molteplici applicazioni: dal sistema centrale di elaborazione dati ai sistemi di pagamento, dai registri generali alla gestione della cassa, dai sistemi di generazione del credito ai sistemi di credit servicing online e mobile banking.

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