Una ricerca commissionata da BNP Paribas Cardif e condotta da Eumetra MR e l’evento Focus Digital Health promosso da Netcomm e AboutPharma hanno analizzato gli scenari della sanità digitale fornendo dati interessanti.

L’innovazione tecnologica e l’aumento delle aspettative di vita hanno cambiato profondamente il rapporto degli italiani con la propria salute e l’approccio alle cure. Se fino a pochi decenni fa il rapporto medico-paziente era molto più diretto, oggi alla presenza dei primi sintomi di una malattia il web è diventato il vero punto di riferimento per tutte le generazioni, dai nativi digitali fino ai Senior. È quanto emerge dalla ricerca “Salute 4.0: curarsi nell’era digitale, generazioni a confronto” commissionata da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia (Fonte Classifica ANIA 2017), e condotta dall’istituto di ricerca Eumetra MR, per indagare alcuni aspetti legati all’area benessere e salute, fra cui il ruolo dell’innovazione tecnologica, la spesa per la salute, il web e le fake news, la privacy e la sicurezza.

Dalla ricerca emerge che è proprio il web ad aver cambiato radicalmente il primo approccio alla malattia: se in occasione di un problema di salute accertato ci si rivolge principalmente al proprio medico, di fronte ai primi sintomi, invece, ci si informa prima su internet per farsi un’idea, anche se per i senior il medico rimane sempre un riferimento importante. Pur consultando internet, molti reputano questo strumento poco attendibile, pensano di saper distinguere una fake news anche se il 29% del campione è incorso, almeno una volta, in una “bufala” del web (i giovani sono i più esposti). Di chi ci si fida quindi? Dei medici e farmacisti al primo posto (91%) e meno del web e dei social (36%).

 

Per quanto riguarda il rapporto con l’innovazione e la tecnologia, quasi otto italiani su dieci usano la tecnologia (internet, App, wearables) per la cura del benessere e per tenersi in forma, ma la rivoluzione digitale riguarda anche la parte dei servizi. Per questo è stato chiesto agli italiani quanto prenderebbero in considerazione alcuni servizi tecnologici se fossero disponibili tramite App. Primi tra tutti, a pari merito con l’80%, sono stati segnalati la cartella clinica elettronica e la rete di medici specialisti a disposizione in caso di necessità. Il 55% si dice disposto a condividere i propri dati sanitari tramite device purché gli interlocutori siano sempre medici o farmacisti, istituzioni, aziende farmaceutiche e le assicurazioni. Su questo aspetto i più restii sono i Senior (39%).

Rispetto a tematiche più complesse come l’Intelligenza artificiale, nonostante la maggior parte degli italiani abbia sentito parlare di AI applicata alle pratiche mediche, ben l’84% non rinuncerebbe mai al rapporto umano con un medico. Per otto su dieci, infatti, la tecnologia deve supportare il medico aiutandolo a fare meglio il suo mestiere, non sostituirlo.

Negli ultimi anni abbiamo avviato un percorso di analisi per interpretare i nuovi trend dei consumatori e per capire come le nuove tecnologie influenzino e cambino costantemente le loro abitudini, considerando anche le differenze generazionali – ha detto Isabella Fumagalli, Head of Territory for Insurance in Italy di BNP Paribas Cardif, nel corso della presentazione dei risultati della ricerca – Prima con i millennials, poi con gli Over 65, adesso con la ricerca sulla salute, l’obiettivo è quello di anticipare le esigenze dei clienti partendo dai fenomeni sociali, capirne i bisogni anche in base alle fasce d’età, e “costruire” insieme a loro prodotti di nuova generazione con servizi innovativi e completi. Le persone sono sempre più ispirate dalle web company, non solo i nativi digitali, e non si accontentano più di un interlocutore assente. Vogliono qualcuno che faccia parte del loro percorso di vita, chiedono di interagire, di essere coinvolti, di avere una customer experience che punti su velocità, flessibilità e facilità d’uso. Oggi più che mai dobbiamo diventare a tutti gli effetti un punto centrale nella strategia di benessere delle famiglie nel lungo periodo. Si tratta, quindi, di una sfida anche etica per tutto il settore assicurativo, in cui le Compagnie devono riappropriarsi del loro ruolo sociale.”

D’altra parte il quadro che emerge è una conseguenza delle esperienze vissute dagli utenti/pazienti in altri contesti: social network, app, chatbot, smart home e dispositivi wearable sono solo alcuni esempi delle nuove modalità di interazione tra le aziende e i consumatori.

Anche la prima edizione del Focus Digital Health promosso da Netcomm e AboutPharma ha evidenziato come l’e-health sia la chiave di sviluppo per il settore della salute nonostante investimenti ancora limitati che hanno registrato, nel 2017, solo 1,3 mld di euro per la digitalizzazione del settore.

Sono i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano che nel 2017 hanno anche registrato, in Italia, un totale di 43 milioni di utenti attivi, ovvero il 73% della popolazione peninsulare. Di questi, il 32% ha utilizzato servizi digitali per raccogliere informazioni sulle strutture sanitarie, il 22% per prenotare servizi come check-up e il 18% lo ha fatto per controllare referti medici o ricevere dei promemoria sulle visite mediche in programma. Ancora di nicchia sembra invece l’impiego degli strumenti digitali per pagare i servizi sanitari (l’11%).

Le nuove modalità di relazione con il consumatore/paziente e le prospettive evolutive dei servizi legati alla salute impongono una profonda riflessione agli attori che operano in questo settore: dalle aziende ospedaliere alle case farmaceutiche, dalla Pubblica Amministrazione alle farmacie. Questi approfondimenti sono quanto mai cruciali se, oltre alle richieste della domanda, si considera anche l’incremento registrato ogni anno nella spesa pubblica, che nel 2017 ha raggiunto quasi 153 mln di euro, con un impatto sul PIL pari al 9%2.

In un quadro di forte evoluzione caratterizzato, da un lato, dalle nuove aspettative dei consumatori/pazienti e dall’altro dalle riflessioni economiche imposte da una spesa pubblica per la salute in costante aumento, è necessario adottare un nuovo approccio basato sulla generazione di valore per l’intero ecosistema sanitario”, ha dichiarato Roberto Liscia, Presidente di Netcomm.

È fondamentale che gli operatori si pongano obiettivi di lungo termine che prendano in considerazione la qualità dei servizi offerti, l’esperienza vissuta del paziente, la cooperazione e l’interoperabilità tra gli operatori, nonché l’efficientamento dei costi del sistema. Tutti gli operatori dell’ecosistema devono concorrere in maniera sinergica alla creazione di un maggior valore per il cittadino/paziente, dal quale l’intero sistema della salute potrà trarre miglioramenti di efficacia e di efficienza”.

Si stanno aprendo anche nuovi scenari, in cui la regolamentazione fa sia da elemento abilitante che frenante, come la vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione (SOP). Ad oggi le farmacie online autorizzate dal Ministero sono circa 700 e stanno registrando interessanti riscontri da parte dei loro clienti che hanno sperimentano questa nuova modalità di servizio. Ad accrescere il valore generato dall’eHeath concorrono in particolare l’analisi dei big data per finalità di ricerca, lo sviluppo di nuove modalità di servizi sanitari e la creazione di nuove forme di dialogo con i pazienti. Tutte queste prospettive esigono l’evoluzione delle infrastrutture tecnologiche, l’interoperabilità dei dati, lo sviluppo di nuove competenze della forza lavoro, l’integrazione delle nuove tecnologie così come l’evoluzione del quadro regolamentare. “Siamo nell’era della Digital Health Revolution e solo una nuova concezione del nostro sistema sanitario in un’ottica di trasformazione digitale, potrà garantire sistemi di salute capaci di fornire servizi di qualità al cittadino e in grado di perseguire obiettivi di efficienza complessiva del sistema”, ha concluso Liscia.

Il ricorso ai canali digitali – ha infine affermato Stefano Di Marzio, direttore di AboutPharma and Medical Devices – sta creando nuove relazioni tra i protagonisti dell’healthcare oltre che opportunità, anche professionali, che vanno meglio esplorate e indagate. Grazie a una forte e veloce connessione con i clienti le farmacie, ad esempio, sono sempre più in grado di intercettare i trend di consumo in tempo reale e quindi di riorganizzare l’offerta in modo sollecito, sia all’interno dello spazio di vendita fisico che su quello online.