Nell’ambito dell’Osservatorio Ultrabroadband, CorCom e EY presentano una ricerca condotta su un campione di 11mila aree circa lo stato della connettività dei distretti e delle aree industriali nel nostro Paese. La fotografia presentata mette in evidenza una situazione decisamente allarmante per il nostro Paese.

 

“Solo un terzo delle zone censite risulta raggiunto da servizi oltre i 30 Mbps”. Infatti oltre 7.000 aree industriali italiane risultano prive di connessione in fibra oltre i 30 Mbps e in 1.700 di quelle considerate di piccole dimensioni i servizi broadband di rete fissa non sono minimamente disponibili.


Il dato è preoccupante, soprattutto se si considera che la mancanza di connessioni ad alta velocità rende difficile non solo l’innovazione digitale promossa dal piano Industria 4.0, ma anche solo la predisposizione dei servizi digitali di base risulta compromessa in mancanza di una rete abilitante. Nelle aree grigie si concentra infatti il 65% delle imprese italiane e stando alla mappatura di governo ammontano a oltre 19 milioni i numeri civici che fanno capo alle aree grigie, corrispondenti a circa 25,5 milioni di unità immobiliari.

Il Piano Industria 4.0 promosso dal Ministero per lo Sviluppo Economico sta portando ottimi risultati, soprattutto per quanto riguarda l’accesso da parte delle aziende italiane agli incentivi per il superammortamento legato agli acquisti di macchinari e piattaforme di nuova generazione. La mancanza di un’infrastruttura di rete in grado di abilitare la digitalizzazione del comparto industriale nazionale e il recupero della competitività per le imprese, rischia di limitare fortemente i risultati sperati.

Il Piano di investimenti per le aree grigie annunciato dal Mise consente però di sperare in una ripresa di queste aree industriali, le quali rischiano altrimenti di restare ai margini dello sviluppo e della Crescita del Paese. Il MISE si propone di raggiungere già nel 2020 gli obiettivi dell’agenda digitale europea e per il 2025 quelli messi nero su bianco nella Comunicazione della Commissione europea sulla Giga society: l’intervento pubblico intende sostenere progetti di investimento in reti a velocità di 1 Giga simmetrico, assolutamente all’altezza delle aspettative dell’Unione e rispondente alle necessità di imprese, organizzazioni e cittadini.


La sfida della connettività sarà vinta solo se tutti gli stakeholder dell’innovazione lavoreranno cooperando e collaborando tra loro.

Per questo nelle prossime settimane è stata programmata una consultazione degli operatori delle TELCO con l’obiettivo di raccogliere pareri e proposte sul progetto di intervento pubblico nelle aree grigie: “In coerenza con le nuove raccomandazioni della Commissione europea, il Governo italiano sta ponendo in essere un insieme di azioni che incidono sulla domanda di connettività, ossia che vanno nella direzione di promuovere e sostenere la domanda di servizi a valore aggiunto la cui attivazione richiede la disponibilità di connettività ultra veloce. Ci si riferisce, in particolare al progetto Industria 4.0, al progetto Italia WiFi, alle iniziative di sperimentazione dei servizi in 5G”, si legge nel Piano degli investimenti nelle aree grigie.

Oltre che a spingere il piano Industria 4.0 gli investimenti sono dunque mirati anche a sostenere lo sviluppo delle reti e dei servizi 5G in cui l’Italia intende giocare un ruolo da protagonista a livello internazionale. La gara per l’assegnazione delle frequenze è fissata entro l’anno e nel frattempo stanno andando avanti le sperimentazioni avviate dal Mise nelle cinque città Bari, Matera, L’Aquila, Milano e Prato a cui si è aggiunta Roma con il progetto portato avanti dal Comune insieme con Fastweb ed Ericsson.