Risale ad appena due mesi fa la presentazione del Piano Industria 4.0 (I4.0), la quarta rivoluzione industriale che ha l’obiettivo di portare a una produzione quasi integralmente basata su un utilizzo di macchine intelligenti, interconnesse e collegate ad internet. Il piano italiano segue analoghe iniziative avviate negli Stati Uniti, in Germania e in Francia.

Tra le direttrici strategiche d’intervento, quelle di incentivare gli investimenti privati su tecnologie e beni I4.0, aumentare la spesa privata in Ricerca, Sviluppo e Innovazione e rafforzare la finanza a supporto di I4.0, Venture capital e start-up.

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Le direttrici chiave: un aumento di 10 miliardi degli investimenti privati in innovazione nel 2017 (da 80 miliardi a 90 miliardi), 11,3 miliardi di spesa privata in più nel triennio 2017-2020 per la ricerca e lo sviluppo, un incremento di 2,6 miliardi dei finanziamenti privati,  un impegno pubblico di 13 miliardi di euro, distribuito in sette anni tra il 2018 e il 2024 per la copertura degli investimenti privati sostenuti nel 2017, attraverso il contributo di superammortamento, iperammortamento, beni strumentali  e investimenti supportati dal credito di imposta per la ricerca.

Sul piano delle competenze e della formazione, il piano vuole diffondere una cultura I4.0 attraverso:

  • Scuola Digitale e Alternanza Scuola Lavoro
  • percorsi Universitari e Istituti Tecnici Superiori dedicati
  • potenziamento dei Cluster e dei dottorati
  • creazione Competence Center e Digital Innovation Hub

Intervenendo nel corso di “Digital Italy 2016 – Per una strategia Nazionale dell’Innovazione Digitale” lo scorso 23 novembre, Andrea Bianchi, Direttore Politiche Industriali di Confindustria, ha sottolineato che nel corso degli ultimi mesi è percepibile un netto cambio di passo: la Confindustria ha definitivamente assunto la dimensione digitale come fattore chiave, sia a livello di governo che a livello di associazione, per la competitività delle imprese e per il rinnovo della vocazione manifatturiera del nostro paese. “La fabbrica digitale è il luogo del futuro, dove l’incontro tra tecnologie e competenze consente di sviluppare nuovi servizi e nuovi prodotti e di soddisfare un sistema di bisogni sempre più avanzato, in grado di incrociare l’altra grande sfida del sistema produttivo, quella della sostenibilità ambientale” ha affermato Bianchi nel suo intervento.

Si tratta in primo luogo di una rivoluzione dei modelli di business che modifica radicalmente la geografia e il modo in cui noi generalmente viene analizzato il nostro sistema economico. La progressiva convergenza fra servizio e manifattura rappresenta uno dei fattori più eclatanti della nuova rivoluzione digitale e un cambiamento di modello. Il piano 4.0 presentato dal Governo segna alcuni elementi di discontinuità molto forti e individua un sistema di provvedimenti coerenti con una strategia di medio-lungo termine.

E’ necessario lavorare in particolare su tre aspetti:

1.   Rilancio degli investimenti (iperammortamento rappresenta una straordinaria opportunità per accelerare il processo di ricambio del capitale investito presso le imprese manifatturiere e uno stimolo per il rinnovo e la riqualificazione dei macchinari)

2. Costruzione rete competenze e trasferimento tecnologico (Digital Innovation Hub)

3. Rinnovamento radicale delle competenze e riqualificazione del personale attualmente impiegato.

Attorno a queste sfide verrà misurato il nostro futuro