La Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici (BDNCP) dell’Autorità Nazionale Anticorruzione si è classificata al primo posto nella competizione Better Governance through Procurement Digitalization 2018 – categoria National Contract Register

Il concorso, indetto per sensibilizzare l’opinione pubblica sui vantaggi della digitalizzazione e della trasparenza negli appalti pubblici, ha messo in luce le buone pratiche in grado di rendere la spesa pubblica più trasparente, orientata ai fatti, ottimizzata e integrata con le condizioni di mercato.

Lo scopo è promuovere iniziative che garantiscano una più efficace governance degli appalti pubblici attraverso un migliore utilizzo dei dati nell’ambito della strategia per il mercato unico.

Una buona governance è essenziale per il funzionamento delle istituzioni pubbliche e il monitoraggio e la responsabilità sono meccanismi di governance che contribuiscono a migliorare l’amministrazione e l’attuazione delle politiche a tutti i livelli. Grazie a questi meccanismi, i governi sono in grado di supportare una crescita sostenibile e inclusiva, in grado anche di conquistare, nel tempo, un senso di maggiore fiducia da parte dei cittadini.

Il premio rappresenta una vera e propria certificazione della qualità del lavoro svolto in tema di benefici della digitalizzazione e della trasparenza negli appalti pubblici come strumento di prevenzione della corruzione. Tanto che secondo la Commissione, la Bdncp dovrà essere presa come benchmark da tutti gli altri stati europei. Tra le motivazioni del premio “la completezza, l’integrità dei dati, l’interoperabilità, la disponibilità di funzioni di accesso ed analisi delle informazioni, governance e sostenibilità della piattaforma” di Anac.

Si tratta di un riconoscimento estremamente prestigioso, di cui in Italia si è parlato poco, ma che Bruxelles ritiene centrale considerando che la digitalizzazione è l’unica via per rendere la spesa pubblica “più trasparente, orientata all’evidenza, ottimizzata e integrata con le condizioni di mercato”, tanto da porre l’e-procurement al centro delle modifiche alle norme UE in materia di appalti pubblici. Dati chiari e consultabili garantiscono non solo una migliore governance degli appalti, ma soprattutto contribuiscono ad ottenere la trasparenza necessaria per un vero mercato unico europeo integrato e competitivo.

La fase di digitalizzazione avviata nel 2008 dall’allora Autorità di Vigilanza sui contratti pubblici (Avcp, oggi Anac) e che ha portato alla piattaforma attuale è un cantiere sempre aperto e in continua La Bdncp mette in rete l’intero universo dei dati correlati al mercato dei contratti pubblici, unificando un universo frammentato e incrociando informazioni provenienti da:

  • Casellario giudiziario,
  • Anagrafe tributaria,
  • Banca Dati Nazionale unica Antimafia (Bdna),
  • Inps,
  • Camere di commercio,
  • Banca Dati Amministrazioni Pubbliche (Bdap) della Ragioneria generale dello Stato
  • e la costruenda Banca dati nazionale degli operatori economici (Bdoe).

Attualmente raccoglie la storia di oltre 20 milioni di appalti pubblici pubblicati nel nostro Paese dal 2007 ai giorni nostri, ciascuno identificato da un codice univoco (Cig) che lo contraddistingue per tutto il ciclo di vita. Le informazioni raccolte dipendono dal valore del contratto (per quelli sotto i 40mila euro vengono acquisite solo alcune notizie essenziali) e sono utilizzate sia ai fini di monitoraggio e vigilanza del mercato, che di analisi e programmazione della spesa pubblica da parte delle amministrazioni competenti.

Oltre ai contratti, sono censiti anche 40 mila enti aggiudicatori, organizzati in circa 185 mila centri di spesa e 200 mila Operatori Economici attivi nel settore degli appalti.

È utilizzata naturalmente da Anac, ma anche dalle altre amministrazioni dello Stato: oltre ovviamente agli organi di polizia giudiziaria (Guardia di Finanza, Carabinieri, Dia, Dna, Procure della Repubblica ecc.), i principali fruitori sono il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la Ragioneria Generale dello Stato, la Corte dei Conti, il Ministero delle Infrastrutture, l’Istat, l’Autorità Antitrust, l’Ufficio Parlamentare di Bilancio con i quali Anac ha stipulato specifici protocolli di intesa.

La piattaforma è uno strumento fondamentale anche per il singolo amministratore pubblico per esercitare una funzione di controllo sugli appalti svolti dal proprio ente e soprattutto consente la trasparenza sull’operato della pubblica amministrazione. Per esempio il cittadino o un comitato di quartiere possono conoscere in tempo reale se e come sta spendendo i soldi il Comune, e se gli obiettivi degli appalti vengono effettivamente raggiunti nei costi e nei tempi previsti.

A oggi, sono consultabili in formato aperto tutti i contratti sopra soglia 40mila euro aggiudicati nell’ultimo triennio attraverso il Portale trasparenza, mentre tutti gli altri dati sono accessibili secondo le modalità riportate nel regolamento per l’accessibilità dei dati contenuti nella Bdncp. Tuttavia l’autorità si è impegnata a rendere fruibile tutto il contenuto attraverso la Piattaforma Digitale Nazionale dei Dati in tempi ristretti.