Sono tante le potenzialità offerte dai paradigmi del mondo 4.0 per sviluppare l’imprenditorialità e stimolare la competitività partendo dalla valorizzazione del territorio e delle persone.

L’accesso massivo alla rete e la disponibilità di un enorme quantitativo di informazioni hanno favorito l’adozione di tecnologie abilitanti e determinato il superamento dei tradizionali modelli organizzativi.

Sono nati così nuovi ecosistemi di collaborazione basati sul valore delle risorse umane e sulla connessione tra cose e persone.

 

Proprio la connessione e l’interoperabilità sono i principi che hanno guidato la nascita del progetto Smart District 4.0 – SD4.0, realizzato da LUM Enterprise  (Spin-off della Libera Università del Mediterraneo – LUM “Jean Monnet”)  e Noovle e finanziato nell’ambito del Bando “Agenda Digitale” del MISE.  Il progetto, che identifica in Google il proprio Partner internazionale,  ha per oggetto la ricerca, lo sviluppo e la sperimentazione di una infrastruttura integrata di comunicazione e automazione ICT per le filiere produttive di tre settori (Meccatronica, Agroindustria e TAC), in grado di accelerare lo sviluppo del business attraverso la “digitalizzazione” delle produzioni.

 

Il progetto affronta problematiche complesse che non sono esclusivamente di natura tecnologica ma che riguardano anche lo sviluppo di procedure, applicazioni e componenti. L’obiettivo è quello di sviluppare soluzioni per la gestione della filiera e l’automazione integrata dei servizi logistici attraverso la realizzazione di un sistema Cloud in cui convergano soluzioni di Big Data Analisys e di automazione e comunicazione, secondo i paradigmi dell’Internet delle cose. I servizi includono la dematerializzazione di processi e documenti, la gestione e l’analisi di dati georeferenziati su mappa, il posizionamento digitale in termini di comunicazione, servizi di Business Intelligence, sicurezza informatica, manutenzione a distanza e analisi predittive.

Un modello di business così immaginato e platform based, consente la condivisione congiunta di valore e la connessione in tempo reale dell’intero ecosistema digitale (domanda, offerta, terze parti) permettendo di semplificare le complessità aziendali e favorire l’innovazione all’interno dell’intera filiera. Oggi le realtà imprenditoriali e quelle pubbliche possono raggiungere una maggiore competitività con costi sempre minori grazie all’estensione dei confini dell’azienda e alla dimensione sociale assunta dalle informazioni.

Il modello di business per uno smart district 4.0 deve infatti essere inquadrato all’interno di un ecosistema digitale complessivo che, per mezzo della collaborazione pubblico-privato, favorisca il più possibile il riuso e l’interoperabilità di sistemi, tecnologie, dati e processi. Questo soprattutto nella logica di una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa, in grado di utilizzare massivamente strumenti quali i Big data, Internet of Things, Machine-to-Machine, cloud computing e tanto altro in una logica di razionalizzazione dei costi, ottimizzazione delle prestazioni e con l’obiettivo di promuovere la creatività, l’efficienza e un migliore utilizzo delle informazioni.

Il vantaggio competitivo delle imprese deriva infatti proprio dalla capacità di analizzare e correlare in tempo reale eventi e informazioni e questo può avvenire solo rendendo le tecnologie digitali parte integrante della catena produttiva.

Cloud, Smart Data, Virtual Machine, Machine Learning sono gli strumenti in grado di rendere più efficiente e competitiva qualsiasi tipo di organizzazione.

Il connubio fra una società italiana come Noovle, con una conoscenza approfondita delle peculiarità del proprio territorio, una realtà come Google Cloud e la Libera Università  del Mediterraneo per le attività di R&S, consente di proporre soluzioni in grado di rivoluzionare concretamente l’impresa sfruttando appieno le opportunità offerte dal Piano 4.0.