La “cittadinanza digitale” è quell’insieme di diritti e doveri che, grazie al supporto di una  serie di servizi e strumenti come l’identità, il domicilio e le firme digitali, mira a semplificare il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione tramite le tecnologie digitali.

La Carta della cittadinanza digitale infatti sancisce il diritto di cittadini e imprese, “anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione…di accedere a tutti i dati, i documenti e i servizi di loro interesse in modalità digitale…al fine di garantire la semplificazione nell’accesso ai servizi alla persona” e “riducendo   la necessità dell’accesso fisico agli uffici pubblici”.

Giunto alla sua sesta versione il Codice dell’amministrazione digitale (CAD) raccoglie ormai non solo diritti e doveri che già contraddistinguono il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione, ma individua e getta le basi giuridiche per nuovi strumenti e servizi volti a rafforzare quelli esistenti, sulla scia anche di quanto previsto nel Piano Triennale per l’informatica nella Pubblica Amministrazione.

Il principale obiettivo di questo ultimo correttivo sembra essere quello di una pubblica amministrazione semplificata e finalmente “a portata di mano”, grazie anche a una sorta di pannello di controllo centrale da cui i cittadini possono gestire i rapporti con la PA.

Vediamo ora nel dettaglio i principali elementi che contraddistinguono la Cittadinanza Digitale e che hanno subito alcune modifiche nell’ultimo correttivo del CAD:

Il domicilio digitale

Tra i diritti previsti dalla cittadinanza digitale spicca la possibilità di eleggere un proprio domicilio digitale presso cui ricevere le comunicazioni della PA per via telematica.

Con il termine domicilio digitale si intende: “un indirizzo elettronico eletto presso un servizio di posta elettronica certificata o un servizio elettronico di recapito certificato qualificato”, che potrà essere attivato entro l’estate 2018. Per attivarlo occorrerà dotarsi di un’identità digitale SPID e di un indirizzo di posta elettronica certificata (PEC).

Come spiega l’art 7, le comunicazioni elettroniche inviate al domicilio digitale hanno gli stessi effetti giuridici delle “comunicazioni a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno ed equivalgono alla notificazione per mezzo della posta salvo che la legge disponga diversamente”.

Il Difensore Civico Digitale Unico


Al fine di garantire che ai cittadini vengano riconosciuti i diritti di cittadinanza digitale, l’ultima versione del CAD prevede inoltre l’istituzione della figura del Difensore Civico Digitale Unico che ha il compito di intervenire presso le amministrazioni o i concessionari di pubblici servizi inadempienti, su segnalazione di cittadini e imprese, per invitarli a rimuovere gli ostacoli che impediscono l’esercizio dei diritti di cittadinanza digitale.

Pagamenti digitali


La Carta della cittadinanza digitale prevede il diritto per i cittadini di utilizzare i pagamenti  digitali ed elettronici effettuati con qualsiasi modalità di pagamento – incluso l’utilizzo per i micropagamenti del credito telefonico – quale mezzo principale per i pagamenti verso la pubblica amministrazione e gli esercenti di servizi di pubblica utilità.

La firma digitale


La firma digitale consente di scambiare in rete documenti con piena validità legale, garantendone l’autenticità, l’integrità e la non ripudiabilità.

Firma digitale, firma qualificata e firma elettronica avanzata integrano la forma scritta e hanno l’efficacia della scrittura privata prevista dall’articolo 2702 del Codice civile.


La firma digitale utilizza una coppia di chiavi digitali asimmetriche una privata e una pubblica. La prima è conosciuta solo dal titolare ed è usata per generare la firma digitale da apporre al documento. La seconda è usata per verificare l’autenticità della firma.

SPID

Nonostante le attese, attualmente le identità digitali sono poco più di 2 milioni rilasciate da 8 provider e consentono l’accesso ai servizi di circa 3.800 amministrazioni.
Il Sistema Pubblico per la gestione dell’Identità Digitale di cittadini e imprese (SPID) permette ai cittadini di accedere ai servizi online offerti dalle pubbliche amministrazioni con un’unica identità digitale (username e password) utilizzabile da computer, tablet e smartphone.

Come definita dalla carta della cittadinanza digitale, l’identità digitale è “la rappresentazione informatica della corrispondenza tra un utente e i suoi attributi identificativi, verificata attraverso l’insieme dei dati raccolti e registrati in forma digitale”.

CIE – La Carta di identità elettronica


La nuova Carta di identità elettronica è un documento personale dotato di sofisticati elementi di sicurezza e di un microchip a radiofrequenza (RF) che memorizza i dati del titolare, attestandone l’identità. Può essere utilizzata anche come documento di viaggio in tutti i paesi appartenenti all’Unione europea e per richiedere una identità SPID.

Si può richiedere alla scadenza della propria carta d’identità o in caso di smarrimento o furto di quella cartacea e arriva a casa entro sei giorni dalla richiesta al Comune di residenza.

ANPR


L’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR) è stata costituita con l’obiettivo di far confluire tutte le anagrafi comunali in un’unica infrastruttura telematica che diventerà il sistema anagrafico di riferimento per l’intero Paese: l’ANPR subentrerà all’Indice Nazionale delle Anagrafi (INA), all’Anagrafe della Popolazione Italiana Residente all’Estero (AIRE), nonché alle anagrafi della popolazione residente e dei cittadini italiani residenti all’estero tenute dai comuni.

Oltre a semplificare operazioni quali il cambio di residenza, emigrazioni, immigrazioni e censimenti, l’ANPR garantirà una maggiore qualità e certezza del dato anagrafico, andando a eliminare le duplicazioni di comunicazione con le Pubbliche Amministrazioni.
Ciò nonostante, il completamento del progetto non procede spedito come nelle previsioni e a oggi sono soltanto 50 i comuni subentrati.