“La sfida per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione non è principalmente tecnologica (nonostante la tecnologia sia fondamentale e necessaria); è in gran parte una sfida politica che deve essere guidata dall’alto e deve affrontare il problema di una mancanza generale di competenze e leadership nella PA, indispensabili per gestire con successo la trasformazione”.

Inizia così il documento redatto dal Team per la Trasformazione Digitale e pubblicato sul sito dedicato con l’obiettivo di fornire:

  • il resoconto dell’attività svolta dal gruppo nei primi due anni di vita (2016-2018);
  • l’evoluzione della strategia per la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione tracciata dal Piano Triennale;
  • il ripensamento dei servizi pubblici digitali per i cittadini e le imprese.

Il Team, nato due anni fa  per avviare la costruzione del “sistema operativo” del Paese attraverso prodotti digitali innovativi, è stato guidato fino al 16 settembre 2018 da Diego Piacentini. Accanto al resoconto delle attività, il documento redatto dal Team contiene le raccomandazioni dirette al Governo per la creazione di un modello permanente di governance del digitale, come esito dell’esperienza accumulata in questi due anni e una revisione delle responsabilità e dei compiti assegnati ad AgID (Agenzia per l’Italia Digitale).

Il documento evidenzia come il Team non si sia limitato alla redazione del Piano Triennale ma abbia iniziato ad operare fin da subito sulle piattaforme abilitanti in stallo (anagrafe nazionale, pagamenti digitali e identità digitale), con interventi intensivi per garantire rilancio e sviluppo dei progetti, introducendo meccanismi e processi strutturati e reclutando competenze tecnologiche e manageriali specifiche.

L’innovazione più dirompente ha riguardato la creazione di io.italia.it, l’app con la quale in futuro il cittadino interagirà con la pubblica amministrazione.

Rispetto al Piano Triennale, realizzato di concerto con AGID, sono stati delineati gli assi portanti di questo processo di cambiamento, ovvero:

  • l’adozione di un moderno modello di connettività per la pubblica amministrazione, basato sull’accesso diretto ad internet da parte di ogni ufficio pubblico per l’uso di servizi -anche in cloud-, così da garantire efficienza, sicurezza e risparmio di spesa;
  • la migrazione delle migliaia di datacenter locali a una infrastruttura ibrida composta da cloud della PA e un numero limitato (<10) di datacenter che rientrano nell’ambito dei Poli Strategici Nazionali (PSN);
  • la definizione di linee guida minime di sicurezza per le infrastrutture tecnologiche della PA;
  • l’adozione di piattaforme abilitanti come l’identità digitale (SPID), l’anagrafe nazionale (ANPR), la Carta d’Identità Elettronica (CIE) e la piattaforma di pagamenti digitali (pagoPA) per semplificare l’interazione del cittadino con la Pubblica Amministrazione;
  • lo sviluppo di regole di interoperabilità chiaramente definite e basate su API (Application Programming Interface) per permettere ai sistemi di comunicare tra loro;
  • la valorizzazione dell’open source come metodo di sviluppo collaborativo dei servizi pubblici digitali, più efficiente e meno costoso, e la creazione di strumenti dedicati;
  • la valorizzazione dei dati pubblici attraverso la creazione di una piattaforma di analisi di big data dotata di strumenti moderni di data science e machine learning (Data & Analytics Framework – Piattaforma Digitale Nazionale Dati);
  • la razionalizzazione e riqualificazione della spesa ICT verso soluzioni tecnologiche moderne;
  • le indicazioni di un modello di governance a supporto del processo di cambiamento e trasformazione della pubblica amministrazione.

Il Team ha inoltre avviato un processo di interazione con le pubbliche amministrazioni che hanno scelto di intraprendere la strada della trasformazione digitale, avviando di fatto un modello collaborativo di riferimento la cui mancanza era uno dei maggiori ostacoli ai processi d’ innovazione della PA. Il Team sta collaborando ad esempio con i Comuni di Roma, Torino, Milano, e numerosi comuni minori, e con le PA centrali quali la Corte dei Conti, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e molti altri.

L’eredità di quanto fatto è stata raccolta da Luca Attias che ha lasciato l’incarico di Direttore Generale dei Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti e dal 31 ottobre, su incarico della Presidenza del Consiglio dei Ministri, per diventare il nuovo Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale.

“La scelta di Luca Attias a Commissario Straordinario dimostra che l’attuale governo è interessato a proseguire nella strada tracciata di trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione” – ha dichiarato Diego Piacentini, che ha aggiunto “Sono soddisfatto che il Governo abbia scelto di incaricare una persona che ha dimostrato di avere forti competenze manageriali e tecnologiche e con cui in questi due anni il Team ha lavorato in sintonia.”