Il 28 settembre si è svolto il primo appuntamento della rete Crescita Digitale, un’occasione per fare il punto sulle direttrici strategiche, sugli strumenti d’incentivazione e, in generale, sul processo di diffusione e affermazione dell’innovazione in relazione alla cornice normativa in atto nel Sistema Paese.

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Un appuntamento articolato in tre sessioni a cui hanno partecipato i principali esponenti della trasformazione digitale e culturale del panorama italiano appartenenti a Istituzioni, Aziende ed Enti Pubblici e Privati, per parlare dei nuovi modelli per la relazione con il cittadino digitale e dei principali agenti di cambiamento: Mobile, Cloud, Big Data, IoT, piattaforme P2P, Machine Learning.

Paolo Vannuzzi, CEO di Noovle, nell’introdurre i lavori, ha spiegato che il progetto Crescita Digitale nasce per individuare i percorsi da seguire per abilitare il cambiamento e agevolare l’incontro fra domanda e offerta. Solo coniugando le necessità legate alle evoluzioni innovative con il contesto socio-economico è possibile creare un modello che non disperda risorse e vada a beneficio dei territori e dei servizi ai cittadini. E’ fondamentale il coinvolgimento di tutti i protagonisti e innovatori: di qui l’idea di Crescita Digitale che per Noovle significa valorizzare tutti i soggetti coinvolti e mettere a sistema gli strumenti, le best practice, le analisi e le ricerche che compongono il variegato mosaico dell’innovazione digitale.

Noovle interpreta l’innovazione digitale come fattore abilitante per migliorare la vita delle persone e intende contribuire all’individuazione di concrete linee attuative: l’innovazione digitale è un fattore strategico per la crescita del paese e tocca tutti i settori, dalla Pubblica amministrazione, storica interfaccia verso l’utente, alle imprese di ogni settore. Tutti sono chiamati a offrire nuovi servizi.

Giuseppe Iacono. Presidente degli Stati Generali dell’Innovazione

Giuseppe Iacono. 

Diversi spunti di come intraprendere il nuovo percorso li ha offerti il Presidente degli Stati Generali dell’Innovazione Giuseppe Iacono che, partendo da un’analisi di contesto ben poco rassicurante, ha sottolineato che occorre più collaborazione multistakeholder e un coordinamento operativo con obiettivi comuni e misurabili.

Alessandro Delli Noci

Alessandro Delli Noci

E sul perché non decolli la crescita digitale la teoria di Alessandro Delli Noci, Coordinatore nazionale del gruppo Agenda Digitale: piattaforme abilitanti in Anci, è che la Pubblica amministrazione debba essere accompagnata nel suo percorso verso l’innovazione investendo in particolare nelle competenze digitali. Per una corretta strategia digitale è poi necessario tenere conto delle frastagliate esigenze dei tanti comuni di cui è composto il nostro Paese. Sul ruolo centrale delle competenze digitali si sono soffermati a lungo anche Cristiano Radaelli, Presidente Anitec e Giorgio Rapari, Presidente Assintel. D’altra parte, come sostenuto dal Presidente Assinform Agostino Santoni, la nostra industria vive la più grande trasformazione di sempre, con un forte impatto su tutte le imprese e su tutti gli aspetti del fare impresa: la logica delle competenze e dell’innovazione va trasferita in tutta la filiera IT italiana per accompagnare l’Italia nel processo di trasformazione e sostenere l’occupazione.

Flavia Marzano

Flavia Marzano

Per far questo, secondo Flavia Marzano, Assessora a Roma Semplice, Roma Capitale, è necessario ripensare profondamente i processi ed evitare di percepire il digitale come una semplice automazione di flussi preesistenti. A maggior ragione in una realtà come quella romana non certo facile – con i suoi 2,9 milioni abitanti, 400 mila stranieri, 3,5 anziani per bambino e 15 municipi che sono come grandi città – e dove occorre raggiungere il massimo coinvolgimento dei cittadini in una logica di grande trasparenza. Paolo Coppola, Consigliere Ministro Madia, Partito Democratico, ha alzato i toni spiegando che le resistenze che ha incontrato nel cammino verso la digitalizzazione della Pubblica amministrazione risiedono nell’incompetenza e nella corruzione e che l’obiettivo è lottare contro la resistenza al cambiamento. Ma il cambiamento, sottolinea Eugenio Prosperetti, Avvocato e Docente Luiss, non è istantaneo e richiede adattamenti normativi, procedimentali e mentali oltre che formazione e abitudine. Alcuni procedimenti “digitali” del recente passato, modellati digitalizzando le procedure burocratiche esistenti, sono oggettivamente risultati più complessi del procedimento che volevano sostituire. La vera digitalizzazione richiede ripensamento e riorganizzazione.

Andrea Lisi

Andrea Lisi

Dello stesso avviso Andrea Lisi, Presidente Anorc Professioni e Giovanni Manca, Presidente Anorc, che hanno sottolineato il rischio di perdersi in dettagli tecnici e normativi e di non informare adeguatamente i cittadini. Di certo, come indicato da Ada Fiaschi, Antitrust Attività Regolatorie e Privacy ALITALIA e da Rocco Panetta, Partner Nctm, Segretario Generale ICF, è molto importante conoscere la visione pan-europea sull’importanza del dato – inteso come asset strategico di imprese e Pubblica amministrazione – che va custodito e preservato con particolare attenzione. Per questo entrambi si sono soffermati sul nuovo regolamento UE che accompagna la crescita del mercato unico digitale.

 

Parallelamente bisogna però procedere verso la semplificazione. E’ la convinzione di Francesco Sacco, docente strategia aziendale Università dell’Insubria e SDA Bocconi e di Sante Dotto, Direttore Progetti per la Pubblica amministrazione di Consip. Quest’ultimo ha richiamato l’attenzione sulle tante eccellenze presenti nella Pubblica amministrazione che andrebbero capitalizzate per avere una visione di sistema. Consip, in qualità di Centrale di committenza nazionale interviene a supporto della semplificazione dei processi della Pubblica Amministrazione fornendo innanzitutto strumenti di acquisto innovativi basati sull’utilizzo delle tecnologie ICT, che rendono il processo di approvvigionamento più rapido, semplice e trasparente. La Pubblica amministrazione deve superare la frammentazione dei sistemi informativi e rendere i servizi maggiormente fruibili.

Daryoush Goljahani

Daryoush Goljahani

Un esempio è offerto dalla tecnologia di Google. Daryoush Goljahani, Regional Channel Manager di Google Cloud, ha parlato proprio di semplificazione correlata alla creatività: l’evoluzione sarà tanto più veloce quanto più lo sapranno essere le persone creative e innovative.  Alla base delle innovazioni Google c’è sempre un’idea creativa e originale che intercetta un bisogno e si concretizza in un prodotto. Tanto è più alta la capacità delle aziende di intercettare idee creative, tanto più il mercato sarà in grado di portare avanti l’innovazione.

La vera sfida sta nel nascondere la complessità tecnologica e fornire strumenti semplici che favoriscano la collaborazione da cui far nascere le idee.

E’ quasi sempre un problema di contesto, come spiegato da Gianpiero Guerrieri, Pianificazione architetture e delle infrastrutture informatiche MEF: l’innovazione digitale implica infatti un profondo cambiamento nel modo di vivere e pensare e il contesto, per favorirlo, deve essere ricettivo e innovation ready.

Anche Antonino Laspina, Direttore Coordinamento Marketing, ICE ha sottolineato che l’interesse dell’agenzia, con i suoi 70 uffici sparsi per il mondo, è tutto rivolto ai processi digitali:  la presenza di una rete di Uffici esteri consente infatti di supportare localmente le imprese italiane che operano sui differenti mercati, aumentando la consapevolezza da parte delle imprese italiane di quali siano i corridoi operativi entro i quali muoversi nell’ambito delle diverse strategie di internazionalizzazione.

Domenico Vulpiani

Domenico Vulpiani

Non sono mancati i tanti esempi virtuosi. Domenico Vulpiani, Prefetto Commissario Straordinario X Municipio di Roma Capitale, ha illustrato le azioni intraprese per applicare ad Ostia –  frazione litoranea di Roma con 90mila abitanti – un modello smart city basato su un sistema di sensori sia digitali sia antropici.

Mario Nobile

Mario Nobile

Mario Nobile, Direttore Generale dei sistemi informativi e statistici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha spiegato che occorre prevedere un utilizzo migliore della tecnologia esistente e inserire la progettualità delle opere all’interno di un disegno strategico complessivo di sviluppo del Paese. Tecnologie embedded e standard devono essere alla base di ogni nuovo investimento infrastrutturale: dalle strade alle ferrovie, dagli aeroporti ai porti, alle reti metropolitane e autobus. Un universo di vastissime proporzioni, dalle potenzialità infinite. Il progetto del MIT prevede di incorporare le tecnologie nelle infrastrutture dotandole di standard funzionali minimi condivisi allo scopo di ottenere un miglioramento delle qualità intrinseche delle infrastrutture, migliorare la customer experience degli utenti, sfruttare uno dei sistemi di big data più vasti attualmente disponibili e fungere da driver per la filiera logistica digitale, in un’ottica di co-modalità e intermodalità.

I vantaggi per il cittadino, tutti riconducibili ad un miglioramento complessivo della customer experience, sono facilmente intuibili e si inquadrano nell’avere a disposizione un aumentato numero di servizi (alcuni dei quali ancora da immaginare), un maggior numero di dati di infomobilità, un incremento della sicurezza stradale, una maggiore conoscenza e un controllo democratico sulle opere pubbliche, una maggiore possibilità di movimento (co-modalità dei passeggeri, bigliettazione integrata ecc.), una maggiore velocità del trasporto passeggeri specialmente in ambito TPL e ultimo miglio e, infine, minori costi.

Stefano Tomasini

Stefano Tomasini

Stefano Tomasini, Direttore Centrale per l’organizzazione Digitale INAIL, ha tracciato il percorso di ristrutturazione dell’INAIL basato sull’integrazione fra il mondo tradizionale e quello digitale e sullo sviluppo di soluzioni adeguate alle necessità dell’utenza in un’ottica di semplicità e fruibilità, in una logica basata più su dati e processi che non su funzioni e tecnologie. Il direttore ha aggiunto che per il prossimo triennio è previsto il progressivo ripensamento dei processi e delle applicazioni istituzionali dell’INAIL, dando piena attuazione al nuovo modello operativo non solo dal punto di vista dei canali digitali per l’accesso ai servizi (il Digital Front End), ma in relazione alle attività di “back office” dell’Istituto, facendone evolvere in coerenza gli assetti organizzativi, anche territoriali.

Stefano Vezzosi, Direttore Dipartimento Tecnologie Informatiche e Sanitarie ESTAR, ha parlato delle specificità del settore della sanità, in cui la complessità è non solo tecnologica ma soprattutto organizzativa. Estar, l’ente di supporto tecnico-amministrativo regionale toscano contribuisce alla costruzione di una visione strategica unica che vada oltre le singole competenze per presidio ospedaliero. L’obiettivo è quello di definire gruppi di competenza interfunzionali e a valenza territoriale che permettano di vedere oltre le singole realtà. In parallelo al lavoro di questi gruppi, che sarà la base delle future procedure pubbliche per forniture standard e di respiro regionale, è già stato condiviso un piano strategico in ambito ICT per poter preparare il sistema attraverso l’interoperabilità degli attuali sistemi in termini di funzionalità, database e integrazioni. Ecco perché la strategia e l’organizzazione del territorio saranno fondamentali per poter introdurre nel medio termine il concetto di unificazione e standardizzazione di processo.

Enza Bruno Bossio

Enza Bruno Bossio

I politici intervenuti nel corso del convegno hanno manifestato un generale apprezzamento per quanto fatto finora. In particolare Enza Bruno Bossio, Componente Commissione Parlamentare Trasporti, Partito Democratico, ha detto che “Non siamo all’anno zero della crescita digitale come dimostrano il nuovo CAD, il progetto Industria 4.0 e il piano banda ultra larga, ma sull’attuazione concreta resta la difficoltà a spendere i soldi pubblici secondo un nuovo modello e anche i ricorsi al TAR degli operatori telefonici preoccupano. La PA ha fatto passi in avanti soprattutto con la fatturazione elettronica, un successo garantito anche dall’interazione con le imprese; ora il piano Industria 4.0 cerca di colmare i ritardi delle imprese pur se in ritardo rispetto ad altri paesi UE. L’Italia ha però dei punti di forza: le PMI che sono disponibili a modificare loro natura tradizionale. Non bisogna avere paura dell’innovazione, non perderemo per questo posti di lavoro, li perderemo invece se non facciamo crescere il Pil. Dobbiamo investire in aumento della produttività basata sulle competenze”.

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri

Antonio Palmieri,  Responsabile Internet e Nuove Tecnologie, Forza Italia: Innovazione e digitale sono fatti di persone, come sostiene Noovle.  Su Industria 4.0 apprezzo le intenzioni e il piano del governo, è molto importante l’impostazione di fondo, l’eliminazione del sistema dei bandi, e l’accento invece sugli incentivi fiscali: è veramente un approccio disruptive perché disintermedia, elimina passaggi burocratici che fanno perdere tempo e aprono spazio alle scelte discrezionali. Ora occorre passare dal dire al fare, incalzare il governo: attendiamo la legge di stabilità che accompagni il processo di cambiamento”.

Linda Lanzillotta

Linda Lanzillotta

Linda Lanzillotta,  Vice Presidente del Senato: “Il premier e il suo staff hanno messo la digitalizzazione al centro delle loro politiche. L’Italia ha anche un problema generazionale in tutta l’economia e la PA: il mancato ricambio generazionale ritarda la trasformazione digitale in tutti gli ambiti, dalle imprese alla scuola; c’è una resistenza delle generazioni più mature che temono perdita potere. E invece la digitalizzazione ci offre un valore aggiunto, cambia il modo di lavorare e rompe gli schemi tradizionali di burocrazia e gerarchia nella PA. Questa è la sfida culturale e meritocratica creata dall’innovazione digitale che dobbiamo vincere perché avrà effetti su tutta l’economia e la società. Le competenze digitali devono evolvere in tutti i settori e l’obiettivo per la PA è lo switch off, la transizione definitiva alla modalità di operare digitale: così la PA farà da volano per tutto il sistema paese”.