Grande successo per la IV edizione dell’evento Crescita Digitale che quest’anno ha puntato i riflettori su  Sanità, Turismo e Trasporto e una nuova dimensione dell’ecosistema dei servizi. 

 

Migliorare la qualità della vita di imprese e cittadini facendo leva sulla collaborazione tra imprese, startup, pubbliche amministrazioni, università, centri di ricerca, società civile  per proporre nuove modalità di erogazione dei servizi: tecnologie come Intelligenza artificiale, Realtà virtuale e aumentata, Machine learning, Internet of Things, Cloud non solo potenziano efficienza e produttività, ma offrono nuove opportunità di sviluppo, aumentano l’accessibilità e l’inclusione, generano occupazione e competenze e migliorano la qualità della vita.

La quarta edizione del convegno Strategie per la Crescita Digitale del Sistema Paese si è focalizzata su  Trasporti, Turismo e Sanità,  tre aree specifiche in cui le tecnologie digitali possono fare la differenza creando servizi allineati con le esigenze dell’utente finale e contribuendo alla competitività dell’intero ecosistema di imprese e Pubbliche amministrazioni. 

Il tentativo di quest’anno è quello di favorire il rapporto tra i diversi enti istituzionali e l’interazione con gli attori economici per contribuire alla creazione di un modello di sviluppo reticolare che migliori la qualità della vita dei cittadini e la fruizione delle risorse del nostro territorio e del patrimonio artistico-culturale”,  ha detto Paolo Vannuzzi, Presidente Noovle.Questa iniziativa è una rete che coinvolge in modo proattivo i protagonisti della trasformazione digitale per fare rete, ovvero lavorare insieme per creare nuovo sistema che abilita la crescita del paese e crea servizi migliorativi per i cittadini. È un lavoro sinergico su obiettivi comuni, importanti per il sistema Italia perché la trasformazione digitale si traduce non solo in maggiore produttività ma in crescita occupazionale e soprattutto di competenze. Tecnologie emergenti come Big Data e intelligenza artificiale sono lo strumento che permette di realizzare la trasformazione”. 

Il nostro obiettivo è stimolare la propensione a fare rete”, ha affermato Piergiorgio De Campo, Direttore Generale Noovle. “Le esperienze illustrate nel corso di Crescita Digitale dimostrano che gli ecosistemi intelligenti sono una delle chiavi per innescare un circolo virtuoso di contaminazione tra tradizione e innovazione, generando valore con le tecnologie disruptive come AI, cloud, IoT o realtà aumentata grazie alla loro capacità di ampliare l’offerta di servizi ai cittadini e renderli sempre più semplici e personalizzati“.

Durante l’appuntamento sono stati analizzati i dati del nuovo Assintel Report, la ricerca sul mercato Ict e digitale in Italia, realizzata da Assintel con Cfmt e Idc Italia. Secondo le proiezioni di spesa del 2020, l’innovazione nei tre settori chiave sanità, trasporti e turismo registra un alto valore aggiunto: per le aziende italiane dei Trasporti, comunicazioni e utilities, Idc stima una spesa Ict complessiva di poco inferiore ai 4,3 miliardi di euro, pari al 14% del totale del mercato italiano. PA, sanità e istruzione, con una spesa di circa 4,2 miliardi di euro, contribuiranno per il 13% al totale. Il settore Servizi investirà circa 5,3 miliardi di euro (17% della spesa complessiva). Cloud, Big data, social business e mobility sono le forze trainanti di quella che Idc ha definito terza piattaforma”, ha indicato Sergio Patano, Associate research director, Idc Italy. La capacità di crescere tramite le tecnologie digitali si ottiene grazie all’analisi dei dati e permette a paesi e città di restare competitivi attraendo investimenti, startup e talenti.

Sugli investimenti l’Italia deve ancora accelerare il passo ma secondo Raffaele Gareri, Direttore Dipartimento Trasformazione Digitale Roma Capitale, è ancora più importante governare la trasformazione digitale per distribuire i benefici su tutta la collettività: non è più sostenibile una gestione a silos ma occorre lavorare in modo trasversale tra dipartimenti pubblici e sviluppare progetti in sinergia con i partner, come sta provando a fare Roma con le sue partecipate. Gareri ha annunciato che Roma Capitale ha quasi ultimato il nuovo Piano Smart City e sta preparando un City Data Platform che integra i dati per PA e cittadini, nell’ottica della condivisione delle informazioni che si traduce in servizi efficienti e utili.

I partecipanti alla tavola rotonda sulla Sanità hanno discusso i cambiamenti epocali introdotti dalle tecnologie digitali unite alla connettività 5G per la qualità dell’assistenza, che finalmente può garantire servizi specializzati anche in aree remote e lontano dai grandi ospedali. La chirurgia robotizzata a distanza, “senza cavo”, come ha indicato Francesco Musumeci, Direttore del Centro di Cardiochirurgia dell’Ospedale San Camillo di Roma, ha segnato una svolta epocale e oggi Big Data e intelligenza artificiale permettono addirittura diagnosi più accurate di quelle che potrebbe fare il medico in carne ed ossa. E tuttavia la rivoluzione digitale in sanità non può dimenticare mai l’elemento umano, la valorizzazione del paziente e del dialogo col medico. L’obiettivo finale è sempre “salvare la vita”, come possiamo fare oggi anche grazie alla telemetria illustrata da Sergio Pillon, Coordinatore della Commissione Paritetica per la governance delle linee di Indirizzo nazionali della Telemedicina: un braccialetto elettronico connesso a Internet può davvero fare la differenza grazie al monitoraggio in tempo reale dello stato di salute.

Significativa l’esperienza raccontata da Michelangelo Bartolo, Responsabile dell’UoS Telemedicina dell’Azienda Ospedaliera S.Giovanni Addolorata di Roma e Fondatore di GHT- Global Health Telemedicine: la sua piattaforma di teleconsulto multidisciplinare, frutto di 8 anni di esperienza, gestisce oggi 38 centri sanitari richiedenti in 3 continenti e 14 paesi (31 in Africa, 3 in Europa e 4 in Sud America) e conta 10.700 teleconsulti con una media giornaliera di circa 15-20 richieste dai diversi centri periferici (con richieste anche dall’Iraq e da centri in giro per il mondo che hanno bisogno di aiuto sanitario). Un progetto virtuoso che può essere definito “una storia al contrario” perché il servizio, pensato per l’Africa e per la cooperazione, sta iniziando ad essere utilizzato anche in Italia: ne è un esempio la ASL Roma 2 che, per l’assistenza domiciliare, ha adottato la piattaforma con otto specialità mediche e circa venti medici per la refertazione; abbiamo anche richieste dall’Ospedale Santobono di Napoli, dalla Marina Militare, dalla Sardegna, dalla Calabria e così via.

Altro elemento chiave della sanità digitalizzata è la capacità di estrarre conoscenza utile dalla mole ingente di dati che le strutture sanitarie raccolgono. Per questo serve mettere le conoscenze a fattor comune, nel rispetto della riservatezza dei dati sensibili, e fare leva non solo sulle tecnologie ma sulla capacità di un’attuazione rapida e concreta delle idee, sulle competenze e sulla governance. In questo quadro il ruolo del partner tecnologico è quello di illustrare tutte le potenzialità delle tecnologie, ha detto Tommaso Bonaccorsi Di Patti, Responsabile Market Development B2B di TIM, sedersi con i vari attori industriali, delineare le strategie e mettere in campo le proprie capacità di investimento seguendo la domanda del mercato.

La tavola rotonda sul Turismo ha messo l’accento su due parole chiave: multidisciplinarietà e accessibilità. Digitalizzazione, mobile economy e industria 4.0 stanno trasformando radicalmente il settore turistico, sia dal lato della domanda che dell’offerta: cambia il modo in cui il turista sviluppa il suo processo decisionale e cambia la catena del valore e la struttura della distribuzione, incidendo sull’organizzazione dei processi aziendali, sui rapporti tra gli attori e sul loro potere di mercato: dalle visite in realtà virtuale e aumentata, ai sensori nei musei, dai portali per i turisti alle app – compresa quella che la Farnesina ha appena ridisegnato per aiutare gli italiani all’estero (ViaggiareSicuri). Grazie alla digitalizzazione è possibile favorire l’accesso ai beni culturali e le attività turistiche di persone con bisogni speciali come fa il progetto GOFORIT illustrato da Piergiorgio De Campo Direttore Generale di Noovle o il portale SuperAbile di Inail per il turismo accessibile.

Luca Carabetta, Vice Presidente della Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, intervenuto su questi temi, ha sottolineato la necessità di accelerare sul Fondo Nazionale Innovazione e puntare sulla figura dell’Innovation Manager, dichiarando il governo disponibile a dare più stimolo a innovazione e turismo. Ed è di ieri l’annuncio che Cassa Depositi e Prestiti è pronta ad attivare il Fondo Nazionale Innovazione con una dotazione di 1 miliardo di euro. 

Infine l’evoluzione del digitale sta radicalmente trasformando anche il settore delle infrastrutture e dei trasporti: nel giro di pochi anni non sono solo mutate le logiche di offerta e di fruizione dei servizi ma lo stesso perimetro dell’ecosistema delle infrastrutture, dei trasporti e del territorio risulta più ampio, articolato e interconnesso.

L’innovazione, per sua natura rivoluzionaria e veloce, rompe gli schemi esistenti e sfugge ai confini della regolazione vigente, chiamando governi e regolatori al difficile compito di gestire ma non frenare il cambiamento: di questo ha parlato Mario Nobile, Direttore Generale per i Sistemi Informativi del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, anticipando un prossimo aggiornamento per il decreto Smart Road italiano, che va proprio verso la sperimentazione e messa su strade pubbliche di veicoli completamente autonomi cercando di dare l’appropriato quadro normativo a un’innovazione che sfugge alle specifiche delle attuali normative europee. E in tema di sperimentazione è stato mostrato il veicolo autonomo e modulare tutto italiano testato a Dubai dalla startup NEXT Future Transportation. Il suo fondatore e CTO, Tommaso Gecchelin,  ha parlato della interoperabilità e della condivisione come elementi essenziali alla base di tutti i servizi di trasporto intelligenti, che calcolano i percorsi più efficienti, gestiscono lo sharing delle auto e guidano verso i parcheggi, snellendo il traffico e rendendo le città più vivibili.