Raccogliere e incrociare dati sul processo produttivo, sui fattori ambientali, climatici e colturali per migliorare l’efficienza della catena distributiva, la sostenibilità delle coltivazioni e soprattutto la qualità dei prodotti finali: grazie alle tecnologie di ultima generazione possiamo parlare di  Agricoltura 4.0, risultato della integrazione delle tecnologie innovative alla base dell’Agricoltura di precisione (Internet of things e Big Data Analytics) e dell’Agricoltura interconnessa (“Internet of Farming”).

I dati forniti dall’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e dal Laboratorio RISE (Research & Innovation for Smart Enterprises) dell’Università degli Studi di Brescia parlano di un giro d’affari di  450 milioni di euro con una crescita del 22% su base annua.

Il prossimo 23 aprile, nel corso del convegno Il digitale è servito! Dal campo allo scaffale, la filiera agroalimentare è sempre più smart, l’Osservatorio presenterà i risultati della ricerca dedicata all’analisi degli impatti dell’innovazione digitale nei diversi contesti dell’agroalimentare, con particolare attenzione alla produzione primaria e alla tracciabilità di filiera.

Tra gli altri dati emerge che si tratta di un mercato caratterizzato dalla significativa presenza di piattaforme blockchain (43% del totale con una crescita in un anno del 111%) e che le soluzioni basate sull’IoT (30%), pur risultando ancora limitato, sono in forte crescita (+63%) e sono da considerare fra gli elementi più importanti alla base degli attuali modelli di Digital Farm.

Ne è un esempio il Sistema Solar Fertigation, una startup appartenente al gruppo pugliese Asepa Energy,  che ha brevettato un sistema che consente l’applicazione della tecnologia IoT al settore agricolo, in particolare ai processi di fertilizzazione ed irrigazione dei terreni. Il sistema integra un software per il supporto alle decisioni ed un hardware capace di tradurle in azioni automatizzate (fertilizzazione ed irrigazione)  rappresentando a tutti gli effetti una vera e propria estensione della mano dell’agricoltore.

Il sistema, raccoglie i dati ambientali dal campo, li integra con le previsioni meteo prelevate dalla rete ed elabora, mediante un algoritmo proprietario, la corretta soluzione di fertirrigazione per la tipologia di coltura selezionata e la specifica fase di crescita.

Per integrare ulteriori funzionalità e favorire l’interazione tra gli attori intermedi della filiera (agricoltori, organizzazioni di produttori, agronomi, produttori di fertilizzanti, GDO) attraverso un sistema compiuto di tracciabilità, il progetto è entrato a far parte del programma Smart District 4.0 avviato da LUM Enterprise, società spin off dell’Università LUM Jean Monnet di Bari in collaborazione con Noovle, Premier Partner di Google Cloud e azienda italiana di consulenza ICT e system integration specializzata nella fornitura di progetti e soluzioni cloud.

L’obiettivo del progetto  Smart District 4.0 è quello di fornire un supporto concreto alle piccole medie imprese del Sud Italia operanti all’interno dei settori agroalimentare, manifatturiero e meccatronico, con lo scopo di avviare la digitalizzazione dei processi produttivi e favorire la crescita del business in un’ottica 4.0.

L’adesione di SolarFertigation al programma Smart District consentirà di applicare logiche di machine learning per ottimizzare il proprio database agronomico, certificare l’intera filiera produttiva mediante blockchain e digitalizzare i propri processi produttivi.

La sinergia tra eccellenze innovative come Solar Fertigation, Lum Enterprise e Noovle,   metterà in campo gli strumenti tecnologici più avanzati e all’avanguardia al servizio di progetti sempre più competitivi.

Se vuoi saperne di più sul Progetto Smart District