Il mercato ICT in Italia nel 2019 raggiungerà i 30,5 miliardi di euro  (+1,6%) e conferma l’elevata diversificazione territoriale. Le prospettive per il 2019 prevedono un’accelerazione trainata dalla spesa It (+2,3%, 23,3 miliardi di euro) e una  lieve flessione per i servizi Tlc (-0,6%) mentre per il 2021 è stimata una spesa complessiva di 31,5 miliardi.

È quanto emerge dai nuovi approfondimenti della versione “XL” dell’Assintel Report, la ricerca sul mercato ICT e Digitale in Italia realizzata da Assintel, Associazione Nazionale delle Imprese ICT e Digitali, con CFMT – Centro di Formazione Management del Terziario – insieme alla società di ricerca IDC Italia.

Il progetto, patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale e con la partnership di Confcommercio e SMAU, è stato realizzato con il contributo di Adfor, Etna Hitech, Intel, Kaspersky Lab, Noovle.

A livello regionale sarà il Lazio a spendere più di tutti (oltre il 20% del totale), subito prima di Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Complessivamente il Nord Italia rappresenta circa il 56% del totale della spesa ICT italiana. Al Sud è la Campania la regione con la maggiore spesa ICT, seguita dalla Sicilia e dalla Puglia.

I dettagli di spesa sono i seguenti: il Lazio con quasi 6 miliardi e mezzo di euro, seguito a stretto giro dalla Lombardia con 6 miliardi. Al terzo posto il Piemonte (4 miliardi), seguito da Emilia Romagna (3 miliardi) e Veneto (2,5 miliardi di euro).

A livello macro regionale, la classifica è guidata dal Nord Ovest (35%), al secondo posto il Centro (27%), al terzo posto il Nord Est (21%) e infine il Sud & Isole (17%).

Rispetto al percorso di trasformazione digitale intrapreso dalle aziende, il primo posto spetta  alle aziende del Nord Est (il 38% ha raggiunto almeno al 50% i propri obiettivi di trasformazione digitale), seguite da quelle del  Nord Ovest (32%), dal Centro (30%) e infine dal Sud & Isole (16%).

Da sottolineare che il 40% delle imprese del Nord Ovest non ha ancora definito la propria strategia digitale, dato che testimonia  una situazione fortemente diversificata.

Il rapporto mette in luce l’attenzione delle micro imprese per security e applicazioni mobile, mentre le piccole e medie aziende spendono principalmente in applicazioni di core business.

Fonte Assintel – Le prime 5 aree tecnologiche di investimento per le PM

 

La mancanza di competenze è segnalata come ostacolo principale per la trasformazione digitale da un’azienda su tre.

Le principali aree in cui si concentrano le richieste sono: social network (53%), IoT (34%) e cloud (24%) nel Nord-ovest; cloud (44%), social network (42%) e IoT (35%) nel Nord-est; social network (45%), cloud (31%) e security (29%) in centro Italia;  social network (43%), IoT (37%), data science & analytics (22%) nel Sud e isole.

Anche quest’anno si evince che il rapporto tra spesa per l’innovazione e risorse per il mantenimento può senz’altro migliorare e che, come si legge nel report, “con questi elementi possiamo interrogarci in modo più profondo sulle mosse necessarie per avanzare nella “roadmap” della Trasformazione Digitale, su quale valore dare alla crescente maturità delle imprese, su quali correttivi inserire, su quale ruolo possono e devono giocare i nuovi paradigmi, dall’Intelligenza Artificiale all’IoT, per immaginare il “nuovo” senza tralasciare l’inestimabile contributo all’efficienza e al’integrazione dei processi esistenti”.

L’ecosistema dell’offerta di tecnologie e servizi digitali guiderà le imprese del futuro i cui modelli di business saranno sempre più, e concretamente, data-driven,e si muoveranno all’interno di logiche complesse tra cui il binomio efficientamento-innovazione.

In questo senso l’Intelligenza Artificiale, il fattore automazione e l’orchestrazione di linguaggi e ambienti differenti potranno rappresentare importanti elementi di discontinuità per il recupero dell’efficienza e la crescita della cosiddetta “Intelligent Enterprise”.

Il report completo è disponibile online.

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