Bella iniziativa quella ideata da Andrea Lisi, Presidente ANORC Professioni – nonché membro della rete di Crescita Digitale – che si è svolta ieri al Teatro Eliseo di Roma con l’intento di svelare il “dark side” della digitalizzazione e della privacy. Un “anti-evento” ispirato allo storico album dei Pink Floyd  per raccontare, con un occhio irriverente, il lato oscuro del digitale e individuare quali percorsi intraprendere praticabili per Pubblica Amministrazione, professionisti e imprese.

Oltre a inattese sorprese come l’esibizione del mitico Corrado Giustozzi in veste di cantante o l’intervento di Luca Barbareschi, Direttore Artistico del Teatro Eliseo, la giornata ha offerto numerosi spunti di riflessione grazie alla partecipazione di importanti relatori. Come leitmotiv, sottolineato più volte dallo stesso Lisi, l’urgenza di puntare su un grado di consapevolezza diffusa, sulla formazione e sulla capacità di fare rete.

Solo grazie ad un’opera di alfabetizzazione sui diritti dei cittadini in ottica digitale e ad un’attenta analisi delle azioni da mettere in campo in tema di competenze verticalizzate, è possibile raggiungere quei traguardi di sviluppo di cui si parla da anni ma che ci vedono ancora fanalino di coda in qualsiasi classifica (dall’OCSE al Desi). Chiarissimo il quadro fornito da Carlo Mochi Sismondi, Presidente Forum PA, che ha sottolineato l’esigenza di formare la classe dirigente, puntare su giovani risorse e investire sulla governance.

Richiamando un antichissimo aforisma cinese, “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito” Mochi ha invitato a sostenere un tipo di innovazione circolare, non “ipercontrollata” centralmente, ma con una governance definita come unica via verso il cambiamento. Di governance aveva parlato anche Teresa Alvaro, direttrice generale dell’Agenzia per l’Italia digitale, nel corso di un’audizione in commissione Trasporti della Camera, nella quale aveva sottolineato la scarsità di risorse a disposizione per  portare avanti velocemente un cambio culturale all’interno delle amministrazioni.

Naturalmente è necessario anche procedere ad una drastica semplificazione della nostra normativa perché, come ha sottolineato Lisi richiamando Tacito, Corruptissima re publica plurimae leges. L’auspicio è quello della redazione di un codice semplificato, con una quindicina di articoli dedicati ai diritti di cittadini e imprese in ottica digitale.

Tanti gli interventi di spessore, da Luca Attias, Commissario per l’attuazione dell’Agenda Digitale, a Francesco Pizzetti, giurista e già Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy,  da Andrea Servida, eIDAS a Giovanni Buttarelli, European Data Protection Supervisor Garante Europeo per la protezione dei dati personali, fino alla chiusura del notaio Riccardo Genghini, Presidente Anorc. Quest’ultimo ha sottolineato che per passare dal dark side of the moon al bright side bisogna fare ricorso ad un’unica parola chiave: contaminazione.