Il Piano Triennale per la Digitalizzazione e l’Innovazione dei Musei fornisce  il quadro di riferimento per l’adozione di soluzioni digitali in grado di migliorare i servizi offerti ai cittadini.

 

La sintesi programmatica presentata alla Camera dei Deputati dal premier Conte disegna l’Italia del futuro e fornisce un progetto di governo che mira a far rinascere il Paese nel segno dello sviluppo, dell’innovazione e dell’equità sociale.

Al centro del progetto spicca la rinnovata attenzione nei confronti dell’innovazione, considerata come imprescindibile spinta propulsiva per tutti i settori dell’economia e della società.

In un contesto come quello italiano, caratterizzato da un  patrimonio culturale di straordinaria ricchezza, è importante proseguire nelle azioni avviate nel corso dei governi precedenti e imprimere una forte accelerazione nel processo di digitalizzazione dei beni culturali. Solo pochi giorni fa  l’allora sottosegretario al Mibac, Gianluca Vacca, sosteneva con forza che “tecnologie come l’intelligenza artificiale, la realtà aumentata e virtuale offrono la possibilità di esplorare – grazie a speciali visori – ambienti e luoghi del passato, anche perduti, con esperienze immersive a 360 gradi. La ricostruzione in 3D permette forme di fruizione nuove, rivolte pure a non vedenti e ipovedenti. La diagnostica per immagini consente di esplorare a fondo le opere d’arte fornendo informazioni preziosissime e non visibili a occhio nudo, come la datazione di un quadro, la sua autenticità, il suo stato di conservazione, eventuali interventi di restauro“.

Nel marzo dello scorso anno il Ministero dei beni e le attività culturali e del turismo, quello dello sviluppo economico e la Regione Lazio hanno comunicato la messa disposizione di fondi specifici per ricerca e sperimentazione delle potenzialità degli ambienti digitali e il 23 agosto 2019 la Direzione generale Musei ha pubblicato il Piano Triennale per la Digitalizzazione e l’Innovazione dei Musei (approvato con decreto disponibile qui e realizzato con la collaborazione, tra gli altri, del MiBAC, di AgID, CNR, Politecnico di Milano, ICOM, ecc.) con lo scopo di fornire un quadro di riferimento nell’adozione di soluzioni digitali.

Tra gli obiettivi principali del piano:

  1. Incrementare processi di tutela attraverso gli standard catalografici disponibili e nuovi percorsi di valorizzazione.
  2. Presentare il patrimonio culturale sia grazie all’esposizione e narrazione delle opere che in termini di commercializzazione di servizi.
  3. Rendere i musei spazi di condivisione.
  4. Offrire strumenti sul tema dell’accessibilità in un’ottica di sistema.
  5. Attivare partnership con imprese private.

Il focus nel processo di digitalizzazione è il miglioramento dei servizi al pubblico. Questo sarà possibile attraverso:

  • L’adozione del Catalogo dei servizi museali.
  • Metodi per la definizione di processi di digitalizzazione quali la creazione di modelli in 3D, soluzioni di realtà aumentata ed esperienze di gaming.
  • Sistemi integrati di Analytics, Business Intelligence e Big Data con flussi di dati strutturati, in piena sicurezza e nel rispetto dei regimi di riservatezza.
  • Azioni di customer satisfaction e di monitoraggio della qualità dei servizi.
  • Soluzioni innovative di geolocalizzazione con la creazione di guide museali personalizzate.

Il piano affronta la necessità di essere presenti in maniera efficace sui canali digitali con contenuti adeguati e in grado di coinvolgere il pubblico, ma anche con servizi di ticketing e commercializzazione.

Il piano si propone dunque come uno strumento utile a supportare il processo di digitalizzazione dei musei, offrendo soluzioni a diversi livelli. Rappresenta di fatto un utile punto di riferimento per l’avvio del Sistema Museale Nazione, che mira a collegare in rete i circa 5000 musei italiani per favorirne la conoscenza, la fruizione e la sostenibilità nella gestione, sulla base di standard di qualità definiti dal Decreto ministeriale 21 febbraio 2018, n. 113, recante “Adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema museale nazionale”.

Il lavoro della Direzione Generale Musei  è teso ad assicurare l’accessibilità totale e la fruizione del patrimonio culturale e per questo sostiene la nascita di reti territoriali per valorizzare pienamente il “museo diffuso” che caratterizza il paesaggio culturale italiano e promuove sistemi innovativi di gestione, anche partecipata, dei musei e dei luoghi della cultura. L’ecosistema “Beni Culturali e Turismo” (inserito fra i 13 ambienti digitali identificati dal Piano Triennale per l’Informatica nella pubblica amministrazione per rendere più efficienti i servizi erogati a cittadini e imprese) ha, fra le sue finalità prioritarie, la valorizzazione e la promozione del settore culturale e turistico attraverso la digitalizzazione dei punti e dei siti d’interesse storico-artistico, la messa a sistema delle informazioni disponibili sul patrimonio storico, artistico e culturale nonché di tutti i soggetti che ruotano attorno all’ecosistema e lo sviluppo di nuovi servizi digitali per i cittadini, i turisti, gli operatori.

Il modello di riferimento per l’Ecosistema Digitale dei Musei Italiani, rappresentato nella figura seguente (fonte disponibile qui), prevede la costruzione di una federazione di soggetti, pubblici e privati, che operino attraverso un framework di interoperabilità basato su regole, standard, API e sulla circolazione di dati aperti secondo modelli condivisi:

I due sottosegretari ai Beni culturali appena nominati, Anna Laura Orrico (M5S) e Lorenza Bonaccorsi (Pd), entrambi con trascorsi importanti  sul piano dell’innovazione digitale, ereditano le basi di un lavoro che sarà fondamentale per il futuro stesso del nostro paese.