La trasformazione digitale è caratterizzata da una rapidità sorprendente e da un impatto davvero vasto e pervasivo in modo da rappresentare una sfida di portata epocale per le istituzioni. Il Governo e le pubbliche amministrazioni devono mostrare capacità di adattamento alla trasversalità e alla complessità di quella che si prospetta come una continua “metamorfosi”, tocca varie dimensioni e rimette in discussione principi e istituti, nel campo del lavoro, dell’istruzione, della fiscalità, del commercio, della sicurezza, e modifica profondamente il ruolo dello Stato e dell’amministrazione.”

Sono le parole del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, intervenuto al Forum Pa per parlare di trasformazione digitale e soprattutto del ruolo esercitato dalle pubbliche amministrazioni in qualità di “creatrici di valore pubblico”.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene al Forum PA 2019

Data la connotazione globale della trasformazione digitale, ha detto Conte, occorre un sempre maggiore coordinamento delle politiche, una migliore cooperazione non solo tra amministrazioni nazionali, ma anche a livello internazionale. Le tecnologie digitali stanno trasformando l’economia, la società con tempi e modalità del tutto nuove, con esiti irreversibili e forse anche non del tutto prevedibili. Con particolare riguardo al lavoro il Presidente ha sottolineato che occorre il massimo impegno per favorire una formazione, anche digitale, adeguata alle mutate esigenze e far sì che l’innovazione digitale sia funzionale a un autentico miglioramento della qualità della vita, nella prospettiva di uno sviluppo equo, rispettoso dei diritti fondamentali della persona.

Dal punto di vista della digitalizzazione delle pubbliche amministrazioni naturalmente non possiamo ricorrere a un quadro di riferimento organizzativo e comportamentale concepito in un’era analogica: digitalizzare la struttura esistente, senza cambiare profondamente i procedimenti e i modelli organizzativi, sarebbe non solo un grave errore, ma uno spreco immane di risorse e di energie.

Dunque, ha proseguito Conte, questo cambio di passo richiede, in una logica di continuità,  l’integrazione delle tecnologie digitali nei processi decisionali, nella strategia e nell’agenda politica, attraverso una sempre maggiore interoperabilità delle soluzioni tecnologiche, un migliore utilizzo dei dati pubblici, una crescente diffusione di standard condivisi e comuni.

Inoltre, necessita di coordinamento e cooperazione, orizzontale e verticale, tra i diversi livelli di governo e tra le diverse pubbliche amministrazioni, come pure di una governance centrale che sia stabile e adeguata in termini dimensionali e di competenze.  Infine, ha concluso Conte, il tutto richiede una drastica e radicale semplificazione del quadro normativo. La digitalizzazione favorisce la semplificazione, offrendo strumenti, prima sconosciuti, in grado di riordinare e razionalizzare legislazioni ormai stratificate nel corso degli anni, che appaiono particolarmente complesse e anche confuse.

Rispetto ai servizi digitali, i social media, smartphone, cloud computing, big data, Intelligenza Artificiale – ha detto Conte –  stanno cambiando l’interazione tra cittadino e istituzioni: i cittadini-utenti sono abituati a ottenere dai privati servizi facili nell’uso e nell’accesso, personalizzati e sofisticati, spesso anche gratuiti. Quegli stessi cittadini si aspettano quindi che anche le pubbliche amministrazioni forniscano ed eroghino servizi altrettanto semplici e utili, pena la sfiducia nelle stesse istituzioni. La complessità tende infatti a essere percepita non solo come inefficienza, ma come intenzionale assenza di trasparenza. Creare un corpo di dirigenti, anche apicali, e di funzionari pubblici con competenze digitali è uno degli obiettivi fondamentali su cui si fonda il rinnovamento e la trasformazione digitale della pubblica amministrazione. Per ottenere e perseguire questo obiettivo però è necessario un massiccio investimento nelle competenze, affinché il personale del settore pubblico si trasformi nel catalizzatore dell’innovazione digitale.

La pubblica amministrazione del presente e del futuro, ha concluso Conte,  è anche la pubblica amministrazione “dei dati” e  una migliore gestione di questi dati potrebbe supportare i decisori istituzionali e i dipendenti pubblici. L’azione pubblica potrebbe essere più efficacemente orientata a comprendere in modo accurato le istanze medesime dei cittadini, a prevedere nuovi bisogni, a elaborare innovativi strumenti di policy, a monitorare le iniziative intraprese e le risorse impegnate, valutandone con oggettività i risultati. Benché il settore pubblico sia il più grande produttore di dati, mancano purtroppo organizzazione e metodologia per sfruttare l’abbondanza dei dati prodotti e raccolti.

Le tecnologie digitali hanno uno straordinario potenziale per riformulare le politiche esistenti, per elaborare strategie più innovative, per assicurare il coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale a livello locale ma anche nazionale e per aiutare a “prevedere” e individuare più facilmente le aree cosiddette critiche. Possono sostenere, in definitiva, l’obiettivo di governo aperto (“open government”), basato su trasparenza e accountability, partecipazione alle decisioni, riduzione delle asimmetrie informative, interazione trasparente con tutti gli stakeholders.

 

Per approfondire le potenzialità delle tecnologie digitali nella PA