Nella bozza del DEF (Documento di Economia e Finanza 2019) – in circolazione da qualche giorno – non si leggono dati particolarmente confortanti, in particolare dal punto di vista delle previsioni di crescita media del PIL. Il documento pare prendere atto, in sostanza, del fatto che l’economia italiana nel 2018 ha perso slancio, registrando una crescita dello 0,9 per cento a fronte dell’1,6 per cento registrato nel 2017.

La bozza presenta un programma il cui obiettivo generale sembra essere il ritorno ad una fase di sviluppo economico e di miglioramento dell’inclusione sociale, puntando sostanzialmente alla riduzione della povertà e alla garanzia dell’accesso alla formazione e al lavoro.

Sul versante della competitività, il piano intende rafforzare l’economia italiana attraverso l’innovazione e la riduzione dei costi per le imprese: sia quelli palesi, come la tassazione e gli oneri fiscali, sia quelli occulti, come quelli derivanti dalla burocrazia e dai tempi della giustizia.

Dunque, in merito alla crescita digitale, l’aspetto positivo del DEF è l’ampio spazio dedicato al sostegno alle imprese e all’innovazione. Tra gli obiettivi vengono citati il compimento dei lavori per la predisposizione delle Strategie Nazionali per l’Intelligenza Artificiale e per la Blockchain e il proseguimento delle sperimentazioni sull’utilizzo di queste tecnologie.

Viene poi richiamata l’importanza di investire sull’innovazione e sulla tecnologia, per recuperare un gap consistente sul digitale, sull’offerta di servizi innovativi, sulla penetrazione della banda larga e sulle competenze digitali.

Si intende inoltre partecipare al programma ‘Europa Digitale’, per il quale la Commissione Europea ha deciso di investire 9,2 miliardi per lo sviluppo di settori chiave per l’innovazione (Supercomputer, Intelligenza Artificiale, Cybersicurezza, competenze digitali, trasformazione digitale della P.A.).

Risorse significative saranno infine investite nella diffusione della banda larga e si promuoverà lo sviluppo della rete 5G; l’obiettivo strategico per i prossimi anni risiede nella creazione delle condizioni per un efficace lancio commerciale e diffusione di questa tecnologia. Sul fronte strategico il Governo sarà impegnato nella realizzazione del Piano aree grigie e nella strutturazione di strumenti operativi di sostegno della domanda di servizi digitali.

Si sono rifinanziati gli strumenti del Piano Impresa 4.0, tra i quali la Nuova Sabatini per il supporto all’innovazione nelle piccole e medie imprese (PMI). Il Governo ha avviato un processo di rivisitazione delle misure di incentivazione, affinché siano maggiormente calibrate sul tessuto produttivo costituito prevalentemente da piccole imprese, al fine di favorire l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze necessarie per saper gestire e applicare le nuove tecnologie. È inoltre operativo il Fondo Nazionale per l’Innovazione, una cabina di regia in grado di riunire le risorse pubbliche e private dedicate al tema strategico dell’innovazione. Esso verrà gestito dalla Cassa Depositi e Prestiti e opererà nel settore del venture capital.

Le politiche che il Governo sta mettendo in campo per il sostegno alle attività produttive incidono dunque su molti ambiti, che vanno dalla fiscalità alla semplificazione amministrativa, alla tutela delle imprese in crisi.

In questa ottica è stato approvato un decreto-legge recante misure urgenti per la crescita economica con disposizioni per il rilancio degli investimenti e norme per la tutela del made in Italy.

Il decreto interviene modificando alcuni regimi fiscali con misure di semplificazione e di sostegno, fra cui:

  • la maggiorazione dell’ammortamento per i beni strumentali nuovi,
  • la revisione della mini-Ires nel senso della sua semplificazione,
  • la maggiorazione della deducibilità Imu dalle imposte sui redditi,
  • modifiche alla disciplina del patent box,
  • una nuova disciplina del credito di imposta per attività di ricerca e sviluppo e per il “rientro dei cervelli”,
  • modifiche al regime dei forfettari,
  • incentivi per la valorizzazione edilizia,
  • una rivisitazione del “sisma bonus”,
  • un nuovo regime fiscale per gli strumenti finanziari convertibili,
  • norme in materia di banche popolari,
  • modifiche alla disciplina degli incentivi per gli interventi di efficienza energetica e rischio sismico,
  • incentivi alle aggregazioni d’imprese,
  • una nuova disciplina per la vendita di beni tramite piattaforme digitali e fatturazione elettronica,
  • l’estensione della definizione agevolata delle entrate regionali e degli enti locali,
  • misure di sostegno allo sviluppo dell’attività dei liberi professionisti e per l’assunzione di personale nelle regioni a statuto ordinario e nei comuni,
  • un piano grandi investimenti nelle zone economiche speciali e nelle aree di crisi complessa, con particolare riferimento a Veneto e Campania.

Per il rilancio degli investimenti privati, fra le altre misure troviamo:

  • una garanzia statale funzionale allo sviluppo della media impresa,
  • norme per la semplificazione della gestione del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese,
  • modifiche alla “nuova Sabatini”,
  • misure di sostegno alla capitalizzazione delle imprese e sui tempi di pagamento tra le imprese,
  • norme per lo sblocco degli investimenti nel settore idrico nel Sud,
  • la previsione di nuove dismissioni immobiliari enti territoriali,
  • norme in materia di cartolarizzazioni,
  • agevolazioni a sostegno di progetti di ricerca e sviluppo per la riconversione dei processi produttivi nell’ambito dell’economia circolare,
  • la definizione delle società di investimento semplice (Sis),
  • semplificazioni per la definizione dei patti territoriali e dei contratti d’area, norme per la creazione di nuove imprese “a tasso zero” e per la trasformazione digitale,
  • contributi ai comuni per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Al fine di tutelare e promuovere il made in Italy, infine, si prevede di introdurre norme per il contrasto all’italian sounding,  incentivi al deposito di brevetti e marchi, del marchio storico di interesse nazionale.