Uno studio di Minsait individua le tecnologie disruptive in grado di trasformare la PA nei prossimi anni

Big data, Intelligenza Artificiale, Realtà digitale, Cybersecurity e Blockchain: sono questi gli elementi che secondo il rapporto Innovazione pubblica: le tecnologie disruptive che trasformeranno le Amministrazioni di Minsait, società del gruppo Indra, saranno decisivi per innovare la Pubblica Amministrazione nei prossimi anni.

Sarà centrale, pertanto, il ruolo che i Governi decideranno di esercitare nello stabilire come indirizzare gli investimenti.

Partendo dal presupposto che la società attuale non può fare a meno di una Pubblica Amministrazione in grado di offrire servizi in modo efficiente e trasparente per soddisfare le aspettative del nuovo “cittadino digitale”, lo studio analizza le possibilità di utilizzo di queste innovazioni offrendo una panoramica dei vantaggi derivanti dall’adozione di modelli disruptive.

Tra questi emerge l’aumentata percezione della fiducia nelle istituzioni grazie alla trasparenza delle politiche pubbliche ottenuta per mezzo dell’offerta dei servizi digitali. Una Pubblica Amministrazione innovativa, agile ed efficiente è fondamentale per garantire una buona qualità della vita delle persone: in questo senso le tecnologie prese in esame dallo studio costituiscono un’occasione imprescindibile per migliorare l’erogazione dei servizi.

Via via che la tecnologia IT potenzia le capacità di processo e l’accesso ai dati aumenta esponenzialmente – da qui al 2020 si stima una crescita annuale dei dati pari al 236%! – le organizzazioni di tutto il mondo sono alla ricerca delle forme più efficienti per aumentare la loro produttività estraendo valore dalle informazioni. Le tecnologie per l’utilizzo dei big data sono in continua evoluzione e comprendono l’elaborazione di modelli e analisi complessi basati su algoritmi avanzati in grado di acquisire e processare enormi quantità di dati provenienti da fonti eterogenee. Utilizzando ed elaborando dati storici è poi possibile compiere analisi predittive e prescrittive per la definizione delle migliori politiche pubbliche da attuare in molti settori come la salute, la giustizia, l’istruzione o la lotta contro le frodi. Secondo lo studio, l’intelligenza artificiale integrerà il lavoro dei dipendenti pubblici e contribuirà a fornire più servizi a valore aggiunto, creando al contempo una città più sicura.

Altro trend tecnologico di grande impatto analizzato nello studio è l’universo interdisciplinare dell’Intelligenza Artificiale (che spazia dalla logica all’informatica, dal deep learning al linguaggio naturale) proiettato a far sì che le macchine realizzino funzioni un tempo demandate esclusivamente alla sfera umana.

“Viviamo in un’epoca in cui i robot e i PC non solo sono in grado di espletare funzioni rutinarie a volte in maniera più efficace rispetto agli esseri umani e ad un minor costo, ma man mano acquisiscono sempre maggiori capacità per svolgere mansioni che richiedono competenze cognitive, emozionali o di comprensione” dichiara nel rapporto Mariano Ortega,Senior Practice Manager di Minsait.

Oggi, grazie a tecniche di machine learning, evolute piattaforme e chatbot conversazionali (per saperne di più scarica il whitepaper) svolgono diverse funzioni e permettono di fornire risposte in tempo reale e in qualsiasi momento alle richieste di informazioni poste dai cittadini. Per non parlare dei sistemi di riconoscimento automatico e della lettura intelligente dei documenti o di tutti quei servizi come la manutenzione del trasporto pubblico e delle infrastrutture, la raccolta di rifiuti, il monitoraggio delle condizioni stradali  o la prevenzione e lo spegnimento degli incendi.

All’interno dello studio, ampio spazio è dedicato alla cosiddetta “realtà digitale” – realtà aumentata, virtuale e mista – con esempi relativi alla promozione del turismo (con app che aiutano a conoscere i punti di interesse turistico di un’area e contribuiscono a migliorare la mobilità urbana), alla ricostruzione di spazi storici e a programmi di incentivazione del commercio locale.

Il rapporto termina dedicando alcune considerazioni in merito al tema della sicurezza informatica, alla biometria e all’uso di tecnologie basate su blockchain.

LE TECNOLOGIE DISRUPTIVE PER LA PA