A pochi giorni dall’inizio dei lavori del Forum PA, in programma a Roma dal 14 al 16 maggio, torniamo a parlare del livello di maturità digitale dei comuni focalizzando la nostra attenzione sui capoluoghi.

Il tema verrà affrontato anche nel corso dell’appuntamento romano che gli ha anche dedicato una ricerca specifica, in esclusiva per Dedagroup Public Services, concentrandosi sulla dimensione urbana della digitalizzazione, in particolare quella dei comuni capoluogo di provincia. In questa sua prima edizione, l’indagine ha preso in esame le variabili relative a tre dimensioni:

  • Digital Services, grado di accessibilità on line di 40 tipologie di servizi comunali;
  • Digital PA, grado di integrazione delle piattaforme nazionali (SPID, PagoPA e ANPR) nei servizi comunali;
  • Digital Openness, condivisione e apertura dei dati e attivazione degli strumenti di comunicazione con i cittadini.

Su 107 comuni capoluogo considerati nella ricerca, 24 hanno raggiunto un buon grado di maturità digitale, 44 appartengono alla fascia intermedia e 39 invece sono in rilevante ritardo o esclusi dal processo. Basta scorrere l’elenco delle tre fasce (buone, medie e scarse performances digitali) in cui sono stati classificati i capoluoghi, per notare che gli indicatori sembrano rimandare alla graduatoria della qualità della vita delle città.


In generale è possibile notare la distanza fra i Comuni del Sud e quelli di minore dimensione con quelli del Nord: 26 comuni su 39 fra quelli risultati in ritardo appartengono al Meridione o sono piccole realtà.  Non mancano però importanti eccezioni (come mostrato in figura): fra i Comuni del Sud compaiono con un buon grado di maturità digitale Lecce, Bari, Cagliari e Palermo; fra le realtà di piccole dimensioni, Verbania, Mantova e Siena.

È invece evidente il buon posizionamento dei Comuni del Nord Est  (9 su 23 si collocano nella fascia più elevata e solo 4 in quella più bassa) e dei Comuni con più di 240.000 abitanti (8 su 12 sono nella fascia più elevata e uno solo in quella più bassa).

Il dato più significativo, però, è che nessuna delle amministrazioni raggiunge un livello eccellente e un punteggio elevato in tutte le dimensioni prese in esame rispetto agli obiettivi della strategia nazionale sulla PA digitale (Agenda Digitale, Strategia per la Crescita Digitale, Piano triennale ICT): la fascia intermedia è la più diffusa anche se solo una trentina di comuni raggiungono il punteggio intermedio in tutte e tre le dimensioni; in 14 casi (come a Torino e a Napoli) si registra un punteggio elevato in una dimensione e basso in una o in entrambe le atre.

L’omogeneità è invece una caratteristica importante per ottenere risultati migliori nella digitalizzazione dei processi: la mancata uniformità mette in evidenza la necessità dell’adozione di un programma di trasformazione complessivo in grado di connettere e valorizzare i singoli interventi.