È passato quasi un mese dal Dpcm che ha formalizzato l’accesso agevolato allo smart working come misura per contenere l’emergenza Covid-19: il Decreto ha di fatto confermato che la modalità di lavoro agile, disciplinata dalla legge 81/2017, può essere applicata anche in assenza di accordi individuali e per l’intera durata dello stato di emergenza; inoltre, con l’art. 18, il decreto ha introdotto misure di ausilio allo svolgimento del lavoro agile da parte dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni e degli organismi di diritto pubblico.

I primi dati forniti dalla Ministra Dadone sullo smart working applicato dalle Regioni Italiane ci dicono che attualmente quasi il 70% dei lavoratori e delle lavoratrici della Regioni e delle Province Autonome sta svolgendo la propria prestazione a distanza

La Ministra Fabiana Dadone li ha definiti “numeri ancora in divenire e tuttavia molto incoraggianti, perché danno conto dell’enorme sforzo profuso dalla macchina dello Stato per rispondere alle sfide imposte dall’emergenza sanitaria, costruendo al tempo stesso la Pa che avremo nel futuro“. 

Il  Lazio è la regione capofila con 4340 dipendenti in smart working,  pari al 96,6% del totale. Segue la Lombardia con l’88.7% del personale in smartworking e ancora l’Emilia Romagna con il 78,8% e 3420 dipendenti, la Sardegna con il 78,1% e 2005 lavoratori agili e la Liguria con 74,1%. Anche il Piemonte (68,2%) e la Calabria (68,1%) registrano percentuali molto alte, seguite dalle Marche con il 63,2% e 1314 impiegati e dall’Umbria con il 61,5% e 680 dipendenti. Sono poi tre le Regioni con poco più della metà del personale coinvolto, e nel dettaglio il Friuli Venezia Giulia con il 55,7%, la Valle d’Aosta con il 54,3%, il Veneto con il 51,9% . Infine solo due regioni, la Puglia (41,5%) e la Basilicata (48,9%) fanno registrare dati che scendono leggermente sotto il 50% del personale.

Molte Regioni hanno stanziato dei fondi per incentivare le aziende ad attivare lo smart working: la prima è stata la Regione Lombardia  che ha messo a disposizione 4,5 milioni a fondo perduto per consentire l’estensione della partecipazione all’Avviso smartworking anche alle imprese che hanno introdotto il lavoro agile per i propri dipendenti nel periodo dell’emergenza epidemiologica.

Per le spese effettuate a partire dal 25 febbraio 2020, attraverso le domande da inviare  tramite piattaforma informatica BandiOnLine, le aziende potranno beneficiare di voucher per:

1) Supporto per l’adozione di un piano aziendale di smart working. Per le  imprese che non hanno ancora adottato un piano di ‘lavoro agile’ sarà messo a disposizione un voucher (valore massimo 15.000 euro) per la fruizione di servizi di consulenza, formazione, avvio e monitoraggio di un progetto pilota, finalizzati all’adozione del Piano di smart working e del relativo accordo aziendale.

2) Acquisto di strumenti tecnologici. Sarà messo a disposizione delle imprese un voucher (valore massimo 7.500 euro) per l’acquisto di strumenti tecnologici (hardware e software) finalizzati all’implementazione del piano di smart working.

Anche la Regione Lazio ha messo a disposizione delle imprese, anche micro e partite Iva, 2 milioni di euro che dovranno essere utilizzati per i piani aziendali relativi al lavoro agile.

Abbiamo esteso a tutte le realtà produttive l’avviso pubblico con cui abbiamo destinato 2 milioni di euro per l’avvio di piani aziendali di smart working – hanno dichiarato gli assessori regionali al Lavoro e nuovi diritti, Claudio Di Berardino, e allo Sviluppo Economico, Commercio e Artigianato, Ricerca, Start-up e Innovazione, Paolo OrneliLa decisione è stata presa all’esito di richieste che abbiamo ricevuto dalle parti sociali e di valutazioni che abbiamo fatto assieme a loro e nell’ottica di andare incontro il più possibile alle esigenze delle attività produttive e dei lavoratori”.

In questo momento legato all’emergenza sanitaria e alle sempre maggiori restrizioni sulla mobilità delle persone, aiutiamo le realtà economiche, anche le più piccole, a proseguire il loro lavoro e permettiamo ai lavoratori di rimanere a casa, continuando a svolgere le loro attività e, nel contempo, rispondere alle proprie esigenze familiari”.

Le risorse per aziende e per titolari di partita Iva possono essere utilizzate per l’acquisto di hardware, software, consulenze o corsi di formazione. Il valore del contributo che può essere richiesto varia in relazione al numero totale di dipendenti e delle sedi operative e unità produttive localizzate sul territorio della Regione Lazio e va da un minimo di 2.000 euro fino a un massimo di 22.500 euro per le aziende con oltre 30 dipendenti. L’avviso è aperto, a sportello e le domande potranno essere presentate esclusivamente attraverso la procedura telematica accessibile dal sito.

La Regione Basilicata ha a sua volta pubblicato un avviso pubblico che si propone di rafforzare la competitività del sistema produttivo diffuso sostenendo  investimenti innovativi in grado di promuoverne lo sviluppo tecnologico, migliorarne i processi ed i prodotti, aumentarne il livello di efficienza e di adattabilità al mercato. Per questo verranno erogati contributi a fondo perduto a far data dal 1° marzo 2020 e fino al 31 luglio 2020 per le imprese che hanno attivato o attiveranno interventi di smart working in attuazione della L. 81/2017 e delle disposizioni di cui al D.P.C.M. 1° marzo 2020. Le risorse complessivamente stanziate sono pari a 3 milioni di euro di cui:2 milioni a favore delle PMI e 1 milione  1.000.000,00 a favore delle grandi imprese.

La Regione Piemonte ha messo in campo 4,5 milioni di contributi per finanziare telelavoro e smart working e favorire il lavoro agile dei dipendenti delle aziende private che hanno partecipato al bando regionale dedicato al welfare aziendale.

«Questo intervento – spiega – permetterà alle imprese che hanno presentato domanda entro i termini, di avviare anticipatamente i progetti che prevedono forme di telelavoro e smart working, indipendentemente dal finanziamento del progetto. L’introduzione nelle aziende del lavoro a distanza e di altre forme di lavoro flessibile diventa più che mai indispensabile, ed è un preciso obiettivo del gruppo della Lega in Regione mettere a disposizione ulteriori risorse per finanziare tutte le proposte di buona qualità progettuale».

Anche la Regione Puglia ha approvato diverse misure per aiutare le imprese nell’emergenza coronavirus: dallo smart working ai fondi di garanzia fino ai pagamenti posticipati per le imprese.

Molte realtà del mercato ICT, tra cui Noovle, Premier Partner di Google Cloud, hanno aderito all’iniziativa “Solidarietà Digitale” posta in essere dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la  digitalizzazione per agevolare la trasformazione digitale di enti e imprese e permettere di adottare agevolmente la modalità smart working.

 

Per agevolare il passaggio allo smart working