Se molti Paesi europei confermano un buon trend nell’utilizzo dei servizi erogati  in chiave digitale dalla Pubblica Amministrazione, l’Italia deve percorrere ancora molta strada per completare lo switch off e cessare del tutto la modalità di fornitura tradizionale.

E d’altra parte, rispetto a una gestione in parallelo delle modalità tradizionali e digitali, lo switch-off offre notevoli vantaggi in termini sia di semplificazione che di riduzione dei costi.

I risultati del DESI  parlano chiaro e fotografano un’Italia fanalino di coda rispetto a Estonia, Finlandia, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Danimarca, Paesi Bassi e La Lituania, con oltre l’80% del totale di utenti di Internet che utilizzano regolarmente i portali governativi.  Il rapporto ci dice che 14 Stati membri sono al di sopra della media UE (58,5%), mentre l’Italia, La Repubblica Ceca, la Grecia e la Germania registrano risultati inferiori al 40%.

L’Osservatorio Agenda digitale del Politecnico di Milano ha da tempo iniziato un percorso che si propone di completare il monitoraggio e il modello offerto dal DESI con una ricerca che coniuga un’estensione di indicatori (inserendo indicazioni relative a R&S sulle tecnologie digitali e su aspetti relativi alla sicurezza informatica delle imprese) con il benchmarking con altri Paesi europei per identificare le priorità da perseguire per migliorare il livello di digitalizzazione dell’Italia.

Per inquadrare lo stato dell’arte, e mettere in evidenza benefici e criticità dello switch off dei servizi della Pubblica Amministrazione, l’Osservatorio ha condotto un’indagine conoscitiva registrando le risposte di 163 Comuni. Lo studio non pretende di offrire una rappresentatività statistica ma offre senza dubbio importanti spunti di riflessione. Solo il 12% dei Comuni ha effettuato lo switch-off di almeno un servizio e il 21% prevede di realizzarlo entro il 2019. Oltre il 65% dei Comuni non ha ancora attivato alcuna iniziativa: i motivi risiedono nelle difficoltà tecnologiche (con un punteggio medio di 6,5/10 rispetto a 4,42/10 per chi ha effettuato lo switch off), nelle resistenze interne (4,90/10 contro 6,38/10).

Mentre le motivazioni che hanno spinto 20 Comuni italiani al cambiamento sono la volontà di migliorare l’erogazione dei servizi (punteggio medio di 7,71/10), l’interesse politico (7,14/10), la semplificazione interna (7,08/10).

Partendo dai risultati dell’indagine e dall’analisi di dieci casi di successo, l’Osservatorio  ha realizzato un framework tecnico e una guida operativa, una sorta di vademecum, con 12 regole da osservare per gestire la transizione: il framework è un modello atto a supportare gli amministratori nelle diverse fasi del cambiamento mentre la guida contiene l’elenco delle azioni da prevedere prima, durante e dopo lo switch-off.

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