Un recente studio della Commissione Europea intitolato “2018 eGovernment Benchmark conferma che, nonostante un costante miglioramento, siamo ancora lontani dal poter realizzare un mercato unico digitale europeo.

La relazione si basa sulla media dei quattro parametri di riferimento per l’eGovernment, e più precisamente su:

  • la centralità dell’utente (riferita alla rapidità e alla facilità d’uso delle informazioni e dei servizi pubblici online),
  • la trasparenza delle operazioni delle autorità governative, delle procedure di erogazione dei servizi e del livello di controllo degli utenti sui loro dati personali,
  • la mobilità transfrontaliera (ovvero il modo in cui le persone possono utilizzare i servizi pubblici al di fuori del proprio paese),
  • gli elementi abilitanti chiave (disponibilità di identità elettronica, documenti elettronici e fonti di autenticazione, ecc).

I progressi sono visibili in tutte e quattro le aree di riferimento anche se i parametri su cui occorre lavorare ancora molto – in quanto fattori chiave per la fiducia nei governi digitali – sono quelli relativi alla trasparenza e all’uso delle identità digitali.

L’Europa è la più avanzata in termini di centralità degli utenti (con una media complessiva dell’82%), il che dimostra che le amministrazioni pubbliche tengono d’occhio le esigenze e le preferenze degli utenti.

Il merito va soprattutto a 10 paesi dell’UE – Malta, Austria, Svezia, Finlandia, Paesi Bassi, Estonia, Lituania, Lettonia, Portogallo, Danimarca – e alla Norvegia, che hanno dimostrato di essere in grado di fornire servizi digitali di alta qualità e di facile utilizzo (con un punteggio superiore al 75%).

Negli ultimi quattro anni la disponibilità online è aumentata di 13 punti percentuali, ampliando la portata dei servizi pubblici online. Inoltre, nello stesso periodo, il divario iniziale di 64 p.p. tra i cinque paesi che hanno ottenuto i migliori risultati è diminuito. È incoraggiante notare che anche i servizi del settore pubblico sono sempre più “mobile-friendly” (attualmente al 62%), consentendo agli utenti di trovare informazioni e ottenere servizi in qualsiasi momento e ovunque.

La mobilità transfrontaliera raggiunge il 54% e rivela che sono necessari maggiori sforzi nella mobilità transfrontaliera per andare verso la creazione ambiziosa di un unico mercato digitale europeo.  Occorre quindi concentrare l’attenzione sull’apertura delle frontiere digitali sia per i cittadini che per le imprese. Tuttavia, la tendenza positiva continua: la disponibilità di servizi online per gli utenti stranieri si attesta al 66%, rispetto al 43% di quattro anni fa.

Infine, particolare attenzione deve essere riservata alla valutazione della sicurezza informatica (recentemente introdotta nella relazione 2018) che richiede un intervento urgente per far sì che le amministrazioni pubbliche di tutta Europa siano in grado di garantire livelli di sicurezza fondamentali: allo stato attuale, meno del 10% dei 3500 siti web pubblici europei analizzati ha superato i test di base effettuati.

Per stimolare la crescita,  i paesi con caratteristiche simili vengono confrontati sui risultati dell’eGovernment attraverso indicatori complementari selezionati da fonti esterne, con particolare attenzione al livello di adozione e di investimento nelle tecnologie digitali. Tale esercizio di benchlearning aiuta a capire quali fattori contestuali promuovono o ostacolano l’innovazione. Le prestazioni dell’eGovernment sono misurate da due indicatori: l’adozione di servizi di eGovernment online e il livello di digitalizzazione sia del back office che del front office delle pubbliche amministrazioni.

Complessivamente, a  livello europeo, il primo parametro si attesta intorno al 53% e il secondo al 63%.

Per ulteriori informazioni e per l’analisi dettagliata relativa ai singoli paesi europei si rimanda all’indagine completa reperibile a questo link.